GasPlus: la nuova matricola si fa subio notare a Piazza Affari

Ha aperto a 10,44 euro, il 22,8% in più di quegli 8,5 euro sui quali è stato definito il prezzo di riferimento per l'esordio a piazza Affari



Ha aperto a 10,44 euro, il 22,8% in più di quegli 8,5 euro sui quali è stato definito il prezzo di riferimento per l'esordio a piazza Affari. L'ondata di realizzi è stata immediata e alle 11.20 il titolo è stato sospeso per eccesso di ribasso. Ha ripreso le contrattazioni da qualche minuto a 9,5 euro. L'attenzione sul titolo naturalmente è altissima, a quaranta minuti dall'inizio delle contrattazioni sono già passati di mano 1,5 milioni di pezzi (su un flottante di 11,25 milioni).

La fortissima domanda in fase di collocamento, dieci volte superiore all'offerta, ha giocato la sua parte: richieste per 34,4 milioni di azioni (da parte di 52mila richiedenti), oltre 17 volte l'offerta, mentre per quanto riguarda gli istituzionali sono arrivate 78,8 milioni di richieste (da parte di 167 investitori), pari a 8,5 volte i titoli messi in borsa da questa quotazione.

La capitalizzazione vale al prezzo di 8,5 euro circa 381 milioni di euro. La domanda che si fanno tutti è: reggerà? Quali sono i margini di crescita reali di questo titolo? Come sempre è difficile dirlo. Parliamo però di una società in crescita. I risultati della società sono di tutto rispetto: nei primi nove mesi del 2006 il fatturato di Gas Plus è salito a 126,3 milioni di euro, in aumento del 15,7% rispetto ai 109,2 milioni dello scorso anno mentre il margine operativo lordo è aumentato del 29,6% a 38,5 milioni di euro. L'utile netto consolidato è stato pari a 13 milioni di euro, rispetto agli 1,2 milioni del corrispondente periodo del 2005: una cifra che ha già superato il risultato dell'intero esercizio 2005, che si è chiuso al 31 dicembre con 10,6 milioni di euro. Anche dal punto di vista debitorio la società è messa piuttosto bene: al 30 settembre 2006 l'indebitamento netto valeva 76 milioni di euro contro un patrimonio netto di 121,9 milioni.

Vediamo i multipli: il rapporto tra il mol e i ricavi (ebitda margin) valeva nel 2005 il 27%, in crescita rispetto al 23,6% del 2004 e al 15,6% del 2003 e continua a salire. Nei primi nove mesi di quest'anno, infatti, l'ebitda margin ha raggiunto il 30,4%, contro il 27,2% del corrispondente periodo dell'anno scorso. L'ebit margin invece (ebit/ricavi) è rimasto costante e stabile intorno all'11,8%, ma da gennaio a settembre quest'anno è toccato il 18,5%.

Cresce la proporzione di ammortamenti e svalutazione nell'economia della società. In linea di massima questo indica una significativa accelerazione degli investimenti. In effetti Gas Plus è attiva nella distribuzione e vendita in Italia fin dal 1960, ma è solo dal 2004 che ha acquisito la maggior parte degli asset di Società Petrolifera Italiana, una compagnia mineraria in attività dal 1905. Quest'area di attività è quella che contribuisce maggiormente alla redditività lorda e garantisce il maggior contributo alla crescita dell'ebitda margin. L'82% dell'ebitda arriva infatti dall'exploration & production unit.

La società opera con 600 milioni di metri cubi di gas commercializzati all’anno, 1.500 chilometri di rete di distribuzione localizzati in 39 comuni, 100mila clienti finali e conta su una forza lavoro di 170 addetti.

Considerando una capitalizzazione di 381 milioni di euro abbiamo un rapporto tra prezzo e utile netto (pari a 9,76 milioni di euro per il 2005) di poco superiore a 39.
Sommando i 76 milioni di euro della posizione finanziaria netta della società al 30 giugno e i 381 milioni di capitalizzazione al collocamento otteniamo un enterprise value di 457 milioni di euro. Il rapporto col margine operativo lordo del 2005 (44,3 milioni di euro) vale 10,3, mentre il rapporto tra Ev ed Ebit (pari al 19,37 milioni nel 2005) è pari a 23,59.

Secondo la nota della società per il collocamento le imprese comparabili hanno un Ev/ebitda compreso tra 8,8 e 11,1. Per quanto riguarda la posizione debitoria di Gas Plus abbiamo un rapporto debt/equity di poco superiore allo 0,6%, una situazione di parecchio inferiore all'unità (che normalmente è considerato la soglia di pericolo).

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il