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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: indicazioni differenti tra Italia ed estero per cambiamenti e modifiche

Sempre più aperta la discussione sulla questione previdenziale in Italia ma diversi gli ostacoli ancora da superare nonostante conferme positive: la situazione




Dopo  l’inammissibilità del referendum sulla riforma pensioni Fornero promosso dalla Lega, che ne chiedeva la totale abrogazione, dopo le riprese discussioni sulla questione previdenziale e le nuove proposte e ultime notizie, resta da risolvere il problema degli esodati, dei quota 96 della scuola, dell’introduzione di elementi che rendano il sistema pensionistico attuale più flessibile e sostenibile, e del superamento delle spaccature interne ai partiti stessi.

Divise, infatti, le forze politiche sui sistemi di prepensionamento da adottare tra uscita a quota 100, uscita a 62 o a 60 anni, come rispettivamente proposto da Cesare Damiano e Ignazio Messina, con 35 anni di contributi e penalizzazioni o incentivi, sistema contributivo per tutti, prestito pensionistico o part time e staffetta generazionale, questi ultimi ad oggi ritenuti i più fattibili perché, pur garantendo l’uscita flessibile, non modificano età e contributi richiesti dalla legge Fornero.

Resta ancora da superare lo scoglio Padoan, giacchè il ministro dell’Economia, pur in silenzio sulla questione ormai da tempo, non ha mai nascosto di essere contrario ad ogni tipo di intervento sulla riforma  pensioni, ritenendo di doverla lasciare così com’è, perché nel nostro Paese i tempi non sarebbero ancora maturi per abbassare l’età pensionabile per tutti. Ogni sistema di uscita anticipata prevede comunque penalizzazioni per il lavoratore, quindi non richiederebbe risorse aggiuntive a Stato o Inps.

Ma per interventi sulla riforma previdenziale italiana, nonostante le ultime aperture dell’Ue, è importante capire quali saranno le posizioni delle istituzioni europee nei confronti della Grecia, la cui nuova eventuale politica del neo premier Tsipras non viene vista di buon’occhio, e quali anche le eventuali conseguenze che la rottura del Patto del Nazareno tra Silvio Berlusconi e il premier Matteo Renzi avere sulle pensioni.

Berlusconi ha assicurato che questa rottura non influirà sul percorso delle riforme condivise, e quella delle pensioni dovrebbe rientrare tra queste. Del resto, tutto sembra essere nelle mani del governo e il ricorso del Miur contro la sentenza del Tribunale di Salerno, cui avevano fatto ricorso alcuni degli interessati di quota 96 cui era stato poi concesso il pensionamento immediato ne è una dimostrazione.

D’altro canto, però, sono diverse le novità che lasciano intravedere spiragli positivi per modifiche alla riforma pensioni, dalle ultime dichiarazioni del ministro Poletti, che ha ribadito come l’esecutivo sia a lavoro per una revisione della legge pensionistica, soprattutto in riferimento a soluzioni per lavoratori che, prossimi alla pensione, perdono il lavoro rischiando così di rimanere senza stipendio e senza pensione. Positiva anche la presentazione del nuovo emendamento del senatore Panizza sulla staffetta generazionale, che comunque rappresenta un’ulteriore novità, nonché la discussione sui prepensionamenti che riprenderà nella riforma della P.A., già approvati nel caso dei dipendenti pubblici in esubero delle Province, e che potrebbero essere estesi anche ai privati, per evitare si creino discriminazioni e nuovi ricorsi. E non bisogna dimenticare che il presidente dell’Inps, Tito Boeri, è già al lavoro per riformare la governance dell’Inps stesso, la cui discussione dovrebbe iniziare già questo mese, e procedere all’applicazione del sistema contributivo per tutti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il