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Imu terreni agricoli non pagare ieri alla scadenza. Cosa succede, multe e sanzioni. E se si paga per errore, rimborso soldi

Pagamento Imu sui terreni agricoli in scadenza ieri 10 febbraio: si può anche non pagare senza multe e sanzioni. Possibili rimborsi per chi paga domani. Situazione e previsioni




Era fissato per ieri martedì 10 febbraio, il termine di pagamento dell’Imu sui terreni agricoli ma, considerando dubbi e caos su criteri ed esenzioni, si può e si poteva anche non pagare senza per questo incorrere in multe e sanzioni. Nonostante infatti nessuna proroga o notizie ufficiali da pare di Mef, Agenzia delle Entrate o governo, lo Statuto dei Contribuenti prevede infatti due mesi di tempo in più rispetto alla data di scadenza fissata per un pagamento fiscali nel caso di mancanza di chiarezza e perplessità, quelle che effettivamente regnano ancora per l’Imu sui terreni.

Certo, pagando c’è chi si sente decisamente più tranquillo ma anche in tal caso si pongono dei dubbi: considerando infatti che si attendono ancora due sentenze del Tar, una fissata al prossimo 18 febbraio, l’altra per il 17 giugno, è probabile che possa ancora sospendere il decreto di pagamento o addirittura cancellare l’Imu sui terreni agricoli e in quel caso sarebbe caos rimborsi per coloro che hanno regolarmente pagato l’imposta, cosa che in realtà dovrebbe avvenire automaticamente da parte dello Stato, senza necessità di inoltrare alcuna richiesta di rimborso, ma considerando problemi e lungaggini burocratiche italiane, anche questo crea parecchi timori.

Per calcolare l’Imu sui terreni agricoli, si parte dal reddito dominicale, che deve essere rivalutato del 25%, e al cui risultato deve essere applicato il coefficiente 75, per i proprietario coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali, o 135 per tutti gli altri casi. Al risultato dovrà essere poi applicata l’aliquota del 7,6 per mille, che dovrebbe essere fissa per tutti, ad eccezione di quei Comuni che hanno magari deciso di applicare un’altra aliquota specifica.

Ricordiamo che sono tenuti al pagamento tutti i proprietari di terreni che si trovano in Comuni non montani, in base alla classificazione Istat dei Comuni tra montani, parzialmente montani e non montani. Sempre secondo questa classificazione, l’esenzione dal pagamento dell’imposta vale per tutti proprietari di terreni agricoli situati nei Comuni montani e nei Comuni parzialmente montani, se posseduti da coltivatori diretti e IAP nei Comuni. Nessuna esenzione e detrazione per tutti gli altri chiamati al regolare pagamento dell’imposta, entro domani, se si decide di pagare.

Consultando l’elenco Istat, per capire com’è classificato il proprio Comune basta vedere nella colonna accanto al nome del Comune quale lettera vi è riportata e comportarsi di conseguenza. Se c’è la lettera T, si tratta di Comuni totalmente montani, che sono esenti dal pagamento Imu; la lettera P indica invece i Comuni parzialmente montani su cui va versata l’Imu dai proprietari che non sono in possesso della qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale mentre sono del tutto esenti dal pagamento i proprietari Coldiretti ed Iap coltivatori e non; infine le lettere NM indicano i Comuni non montani dove si deve pagare regolarmente l’Imu sui terreni agricoli.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il