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Imu terreni agricoli: pagare o meno dopo scadenza ieri. I pro e contro. Indicazioni, consigli Associazioni, Comuni,Agenzia Entrate

Si dovrebbe pagare entro domani, martedì 10 febbraio, l’Imu sui terreni agricoli anche se non tutti procederanno al versamento dell’imposta: la situazione




Si dovrebbe pagare entro domani, martedì 10 febbraio, l’Imu sui terreni agricoli anche se non tutti procederanno al versamento dell’imposta. In situazioni di poca chiarezza, lo Statuto dei contribuenti prevede infatti la possibilità di ritardare il pagamento di 60 giorni rispetto alla scadenza fissata, senza incorrere in multe e sanzioni. E decisamente poco chiara per molti è la questione del pagamento Imu sui terreni. Dopo la richiesta di proroghe da parte di sindaci e associazioni del settore, e nessuna risposta ancora arrivata, per cui il pagamento resta fissato a domani, molti Comuni hanno autonomamente deciso di sospendere il pagamento dell’imposta nell’attesa della nuova sentenza del Tar il prossimo 18 febbraio,

Altri attendono ancora comunicazioni ufficiali da Mef, governo, Ministero dell’Agricoltura o agenzia delle Entrate, mentre le associazioni di settore sono piuttosto divise tra chi consiglia di pagare e chi invece di attendere. Del resto, si pensa che il Tar il prossimo 18 febbraio, o per il 17 giugno quando è fissato un nuovo pronunciamento, possa di nuovo sospendere il pagamento dell’Imu sui terreni agricoli o anche cancellarlo e in quel caso sarebbe caos rimborsi per chi ha regolarmente pagato l’imposta.

Anche l’Agenzia delle Entrate, che non si è espressa ancora ufficialmente in merito nell’ultima circolare diffusa, definendo però i nuovi criteri di pagamento, fa chiaramente intendere che sarebbe meglio pagare. I criteri spiegati dalle Entrate, soprattutto per quanto riguarda i dubbi sulle eventuali esenzioni, prevedono l’applicazione dell’esenzione a tutti terreni agricoli, anche non coltivati, che si trovano nei Comuni classificati dall’Istat come totalmente montani;  ai terreni agricoli, anche non coltivati, purché posseduti e condotti dai CD e dagli IAP, iscritti nella previdenza agricola, situati in Comuni classificati parzialmente montani, secondo la classificazione Ista.

L’Agenzia delle Entrate precisa, dunque, che non rientrano in questa categoria le esenzioni per i terreni posseduti da soggetti diversi da CD e IAP, per cui bisogna regolarmente calcolate e versata l’imposta. Per calcolare l’Imu sui terreni agricoli, bisogna seguire le stesse modalità di calcolo Imu degli altri immobili. Si parte dal reddito domenicale, riportato sull’atto di proprietà o sulla visura catastale, a rivalutare del 25% moltiplicato per 135, che è il coefficiente dei terreni per i Comuni in cui si paga l’Imu, o 75, coefficiente valido per i soli coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, e al risultato della base imponibile ottenuta si applica l’aliquota Imu sui terreni, che è del 7,6 per mille.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il