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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: importanti annunci contrastanti ancora, No Padoan, Poletti, Baretta aprono di nuovo

Ministri Poletti e Padoan e presidente dell’Inps Boeri di nuovo su riforma pensioni, tra proposte e tempi di interventi e difesa della legge Fornero: novità e situazione attuale




Passano le settimane e i mesi e continuano a susseguirsi annunci e dichiarazioni sui possibili interventi alla riforma pensioni Fornero da attuare, possibilmente in tempi brevi come tanti richiedono. E tra le novità e ultime notizie le recenti dichiarazioni del presidente dell’Inps, Tito Boeri, e del ministro del Lavoro Poletti, che aprono ad ulteriori speranze. Il presidente Boeri, partendo dalla necessità di risolvere le ingiustizie e le iniquità chiaramente presenti nel nostro sistema pensionistico, ha spiegato che “Nel passato abbiamo fatto promesse previdenziali eccessive. Persone che andavano in pensione a 40-42-43 anni, in condizioni di salute ottime, potendo continuare a lavorare. E alle quali abbiamo garantito pensioni piene, cioè molto più di quanto avevano versato. Il peso di tutto questo l’hanno pagato e lo pagano i giovani”.

Per questo, per Boeri è necessario intervenire innanzitutto con una riforma della governance dell’Inps stesso e poi con un ricalcolo contributivo per le pensioni d’oro. Boeri ha spiegato che “Molte persone hanno ricevuto molto di più di quello che hanno versato, allora andiamo a calcolare qual è la differenza tra quello che queste persone ricevono e quello che avrebbero ricevuto con le regole del sistema contributivo, su questa differenza andiamo a introdurre un prelievo ma attenzione, lo facciamo solo a chi ha delle pensioni di un certo importo, da tremila euro in su. Parliamo al massimo di un contributo del 20, 30% su questa differenza, quindi sul totale della pensione il contributo sarà al massimo del 10%”.

Il ministro del Lavoro Poletti, invece, dopo le ultime dichiarazioni sull’impegno per la definizione di uno strumento a sostegno dei lavoratori che prossimi alla pensione perdono il lavoro, restando così senza pensione e senza stipendio, è tornato a parlare dicendo che si discuterà concretamente di interventi sulle pensioni dopo l’approvazione di tutti i decreti attuativi del Jobs Act. Il sottosegretario all’Economia Baretta, in accordo con l’idea di Cesare Damiano, propende, invece, sul sistema di uscita anticipata a quota 100, derivante dalla somma dell’età anagrafica e dell’anzianità contributiva, per cui si potrebbe andare in pensione a 60 anni di età e con 40 anni di contributi, a 62 anni di età con 38 di contributi e così via.

Ma ad opporsi a qualsiasi tipo di intervento sulle pensioni il ministro dell’Economia Padoan che continua a ribadire lì importanza della legge pensionistica Fornero, che ritiene essere tra le più forti in Europa. Padoan ha infatti chiaramente detto che “Il nostro sistema pensionistico è tra i più forti. I numeri precisi li vedremo, non escludo sorprese sul fronte della crescita” ed è per questo che continua ad opporsi a qualsiasi interventi di modifica alla legge Fornero.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il