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Pensioni vecchiaia, anzianità, precoci riforma Governo Renzi: novità per modifiche dall'estero e in Italia. Segnali contrastanti

Cosa aspettarsi sulla riforma pensioni Fornero tra avvenimenti interni e novità da Ue: la situazione e previsioni. Cosa cambierà davvero?




Nell’attesa del pronunciamento dell’Europarlamento nei confronti della Grecia, atteso per mercoledì prossimo 11 febbraio, e dopo la bocciatura dell’emendamento presentato da Sel al decreto Milleproroghe per la proroga dell’opzione contributivo donna fino al 31 dicembre 2016, continuano a susseguirsi segnali contrastanti di intervento sulla riforma pensioni, tra chi sostiene la necessità di modifiche flessibili e chi invece ritiene di dover o lasciare la riforma Fornero così com’è, come il ministro dell’Economia Padoan che continua a sostiene che il sistema pensionistico italiano sia tra i più forti d’Europa, e chi invece vuole procedere a interventi senza però toccare età e contributi richiesti dall’attuale legge pensionistica.

E’, dunque, innanzitutto necessario trovare un compromesso, in Italia, tra le diverse forze politiche e i loro piani di lavoro, tre chi spinge su uscita a quota 100, uscita a 62 o a 60 anni, come rispettivamente proposto da Cesare Damiano e Ignazio Messina, con 35 anni di contributi e penalizzazioni, e chi invece preme su prestito pensionistico o part time e staffetta generazionale, oggi più fattibili proprio perché non modificano età anagrafica e anzianità contributiva  richiesti dalla riforma Fornero.

Ma per interventi sulla riforma previdenziale italiana, nonostante le ultime aperture dell’Ue, bisogna aspettare di capire come l’Ue si porrà nei confronti della Grecia, ma anche le eventuali conseguenze che la rottura del Patto del Nazareno tra Silvio Berlusconi e il premier Renzi potrebbe avere sulle pensioni.

Diverse novità, però, fanno pensare a interventi possibili e positivi, dalle ultime dichiarazioni del ministro del Lavoro Poletti, che ha confermato che il governo si prepara a rimettersi a lavoro su modifiche alle pensioni subito dopo l’approvazione di tutti i decreti attuatiti del Jobs Act, alla presentazione in Parlamento del nuovo emendamento del senatore Panizza sulla staffetta generazionale, alla ripresa delle discussioni sulla riforma della P.A., agli annunci del presidente dell’Inps Boeri, sia per riformare la governance dell’Inps sia per interventi che mirino a rendere il sistema pensionistico italiano più flessibile ma anche equo e sostenibile.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il