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Pensioni, indulto, contributivo, riforma scuola, quota 96, amnistia: novità oggi mercoledì Governo Renzi 11 Febbraio 2015

Bocciato l’emendamento presentato da Sel sulla proroga dell’opzione donna al 2016, novità pensioni, nuove proposte per la riforma della scuola e non solo: le questioni ancora aperte del governo Renzi




Tante ancora le questioni del governo Renzi ad oggi ancora aperte tra novità da definire per modificare la riforma pensioni Fornero e caos ancora alla vigilia del pagamento Imu sui terreni agricoli. Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo.

Pensioni, quota 96, contributivo donna: E’ stato bocciato l’emendamento presentato da Sel al prossimo decreto Milleprorghe che chiedeva il rinvio dell’opzione contributivo donna fino al 31 dicembre 2016. E dopo questa ennesima delusione, ci si avvia a definire le novità che potrebbero invece intervenire per modificare la riforma pensioni Fornero. La nuova proposta presentata in Parlamento dal senatore Panizza riguarda la staffetta generazionale, che, insieme al prestito pensionistico, oggi viene considerato il sistema più fattibile per modificare la legge pensionistica attuale, perché permetterebbe una maggiore flessibilità per tutti, su base volontaria, senza però modificare età anagrafica e anzianità contributiva richiesta. A questi piani, si aggiunge quello di ricalcolo contributivo per le ricche pensioni d’oro calcolate in parte con vecchio sistema retributivo proposto dal presidente dell’Inps Boeri. Ed è stato lo stesso Boeri ad annunciare lo sblocco di nuove risorse per cercare di chiudere definitivamente la partita dei quota 96 della scuola.

Riforma della scuola: Entra nel vivo la riforma della scuola e continuano a  delinearsi le nuove misure del Piano della Buona Scuola. Tra le ultime novità proposte, il Curriculum dello studente, cioè la possibilità per gli studenti degli ultimi anni delle superiori di scegliere alcune discipline all'interno di una offerta opzionale, presentata dalla responsabile scuola del Partito democratico, Francesca Puglisi; e la risoluzione presentata in Commissione Cultura da Milena Santerini sulla distribuzione dell'organico funzionale dei docenti, con particolare attenzione all’assegnazione dei posti anche in considerazione della complessità delle aree in cui ricadono le scuole e con più risorse al Sud dove gli apprendimenti sono carenti e la dispersione scolastica da record; e su un anno di prova per i nuovi assunti, durante il quale accertare il possesso delle competenze di base dei docenti assunti.

Indulto e Amnistia: E' ripreso in commissione Giustizia al Senato l'esame dei quattro ddl sulle misure di indulto e amnistia e mentre il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha annunciato nuovi provvedimenti di sconti di pena per chi coopera nella denuncia di fenomeni corruttivi, da inserire nella nuova normativa anticorruzione e si attende di capire quale sia la posizione del nuovo Presidente della Repubblica Mattarella sulle misure di clemenza, diverse regioni, d’accordo con i ministero della Giustizia, hanno pensato ad un nuovo precorso per la riabilitazione dei detenuti con problemi legati alla tossicodipendenza. I provvedimenti alternativi prevederebbero un ‘programma di trattamento da svolgersi totalmente nel territorio con la finalità di evitare al massimo i danni derivanti dal contatto con l’ambiente penitenziario e dalla condizione di privazione della libertà’.

Partita Iva e regime minimi: Il prossimo 20 febbraio sarà al vaglio del governo il nuovo decreto fiscale e il premier Renzi ha assicurato che saranno riviste anche le regole del nuovo regime dei minimi, su cui si sarebbe intenzioni a fare un passo indietro, considerando che i nuovi parametri, più rigidi, sono contestuali all'inasprimento delle aliquote contributive Inps per la gestione separata, in aumento dal 27 al 33%. Per capire le differenze, basti pensare che il vecchio regime dei minimi prevedeva, per cinque anni o fino al compimento del 35esimo anno di età, un’aliquota di tassazione al 5% per ricavi fino a 30mila euro, mentre il nuovo regime alza l’aliquota di tassazione al 15% per coloro che ricevono compensi compresi tra i 15 e i 40mila euro, in base al tipo di lavoro che si svolge, senza però limiti temporali o anagrafici. La nuova proposta prevede un ritorno al vecchio regime dei minimi, cioè con aliquota al 5% per tutti, per ricavi fino a 30mila euro, cancellando i limiti anagrafici e temporali che prevedeva

Imu terreni agricoli: Domani martedì 10 febbraio scade il pagamento dell’Imu sui terreni agricoli. Devono pagare tutti i proprietari di terreni situati in Comuni che, secondo la classificazione Istat, non sono montani e le esenzioni riguardano i terreni agricoli, anche quelli non coltivati, che si trovano nei Comuni classificati come totalmente montani, secondo la classificazione Istat dei Comuni; e i terreni agricoli, anche se non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, situati  nei Comuni classificati come parzialmente montani, sempre secondo quanto riportato dall’elenco dei Comuni italiani dell’Istat. In assenza di chiarezza sulla questione, si potrebbe anche non pagare domani, senza per questo incorrere in multe e sanzioni, come previsto dallo Statuto del Contribuente che dà un tempo ulteriore di due mesi di adempimento alla scadenza fiscale rispetto alla scadenza fissata. Molti Comuni hanno inoltre deciso, in autonomia, di sospendere il pagamento, in attesa della sentenza del Tar che dovrebbe arrivare il prossimo 18 febbraio. Ma non è l’unica, perché ne è prevista un’altra il 17 giugno, motivo per cui si è ancora indecisi sul da farsi, visto che se si dovesse pagare domani e il Tar decidesse nuovamente di bloccare il pagamento o addirittura cancellare l’imposta sui terreni, si creerebbe nuovo caos per quanto riguarda gli eventuali rimborsi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il