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Btp 2015: quali conviene comprare e scegliere. Btp Italia con inflazione che potrebbe salire consigliati dai gestori

Gli esperti invitano a scommettere su Btp Italia e obbligazioni agganciate al costo della vita. Decisive le misure della Banca centrale europea.




Conviene investire nei Btp Italia? Fino a che punto scommettere sulle obbligazioni legate al costo della vita? La risposta è affermativa proprio alla luce della diminuzione delle quotazioni. Si aprono infatti nuove prospettive di convenienza per l'acquisto e per vedere accrescere i rendimenti nel lungo periodo. Ne sono convinti i fund manager che, come spiegato dal CorriereEconomia, invitano a puntare sulle emissioni inflation linked con rimborso ad almeno cinque anni. Saranno decisive le misure per il rilancio della crescita economica decisive dalla Banca centrale europea, il cosiddetto Qantitative easing, destinato ad alzare il valore dei titoli già in portafoglio.

Si tratta di una manovra non convenzionale adottabile dalle Banche centrali per immettere liquidità nel sistema con l'acquisto di titoli pubblici o privati creando moneta. L'acquisto di titoli sovrani con durata da 2 a 30 anni (Btp e Ctz in Italia) sul mercato secondario (in particolare dalle banche) produrrà un calo dei rendimenti e un aumento dei prezzi, con minore spesa degli Stati per interessi nelle future aste.

Ci saranno dunque conseguenze positive per chi possiede titoli di Stato coinvolti nel programma di acquisti della Bce, dato che il valore dei titoli aumenta, mentre ci si dovrà accontentare di rendimenti più bassi nelle future emissioni pubbliche.

Come spiegato al supplemento economico del lunedì del Corriere della Sera da Antonimo De Gaetani, responsabile delle gestioni a reddito fisso di Bnp, "nelle attuali circostanze le quotazioni dei Btp Italia e delle emissioni inflation linked (inflazione europea) sono influenzate da forze divergenti. Da un lato le decisioni di politica monetaria della Bce, tese a contrastare la deflazione hanno prodotto in un primo momento un effetto molto positivo sulle quotazioni di questi titoli, nell'ipotesi di un ritorno a una normale inflazione di circa il 2% nei prossimi anni. Dall'altro i dati di breve periodo sull’andamento del costo della vita giocano a sfavore perché vanno a diminuire l’ammontare della cedola, fatta salva la quota di rendimento minimo garantito".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il