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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: contributivo probabile, quota 100 no, Mini pensione forse in base ultimi eventi

Quali i possibili interventi da realizzare per modificare la riforma pensioni Fornero e novità su piani fattibili o meno. Cosa accadrà?




E’ stato bocciato l’emendamento proposto da Sel che chiedeva la proroga al 31 dicembre 2016 dell’opzione contributivo donna ma saranno altri i piani pensionistici che probabilmente salteranno mentre altri avranno possibilità di essere realizzati. Sono piuttosto controverse le novità e ultime notizie sulle pensioni e sulle modifiche che si intendono attuare e più passa il tempo più, nonostante i tanti annunci, iniziano a delinearsi chiaramente le situazioni reali e gli interventi possibili per rendere più flessibile e sostenibile la riforma pensioni attuale.

Tra le ipotesi che probabilmente non saranno messe in pratica, l’uscita anticipata con quota 100, nonostante da più parti sostenuta per poter dare possibilità ai lavoratori di scegliere l’età in cui lasciare il lavoro in base all’attività lavorativa svolta durante la propria vita, purchè tra somma di età anagrafica e contributiva si raggiunga appunto quota 100, ma non sarà possibile per la mancanza di risorse necessarie e soldi, come del resto confermato dal ministro del Lavoro Poletti nelle sue ultime dichiarazioni.

Per lo stesso motivo potrebbe saltare la possibilità di estensione  del sistema contributivo per tutti mentre sarebbe più probabile il prestito pensionistico che permetterebbe l’uscita anticipata per tutti di qualche anno rispetto al raggiungimento dei requisiti pensionistici oggi richiesti ricevendo un anticipo sulla pensione finale, che non sarebbe né più né meno di quello che un lavoratore riceverebbe in ogni caso una volta in pensione, senza modificare, dunque, né età né contributi della legge Fornero.

Sempre più plausibile che venga approvato anche il piano di ricalcolo contributivo per coloro che percepiscono pensioni elevate in parte calcolate con vecchio sistema retributivo. Si tratta di applicare quel contributo di solidarietà, di cui aveva già parlato il premier Renzi, che colpirebbe pensioni superiori ai 3mila euro con aliquote progressive, permettendo anche di accumulare nuove risorse da riutilizzare per eventuali altri interventi sulle pensioni. A questa possibilità Poletti stesso non ha chiuso le porte, ma resta da considerare sempre la posizione del ministro dell’Economia Padoan.

Il ministro Padoan continua a ritenere che il sistema pensionistico italiano sia tra i più forti in Europa proprio grazie alle regole della riforma pensioni Fornero capace, pur nella sua rigidità, di garantire sostenibilità economica all’Italia, garantendo risparmi di ben 80 miliardi fino al 2021, e questo è il motivo per cui finora nulla è mai stato cambiato. Bisognerà capre se questa volta, invece, qualcosa cambierà davvero.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il