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Bollo auto 2015: auto epoca, storiche, vecchie. Proroga, esenzioni, calcolo da nuove regioni. Aspettare marzo per pagare

Si restringe il numero delle regioni in cui pagare il bollo anche sulle auto storiche con meno di 30 anni di vita. Marcia indietro del governo?




C'è tempo fino a sabato 28 febbraio 2015 per il pagamento del bollo auto a carico di chi è andato in scadenza a gennaio di quest'anno. La novità principale è l'abolizione dell'esenzione del versamento per i proprietari della auto storiche fino a 30 anni dalla data di produzione. Non dovunque, ma solo in Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Puglia, Umbria e Provincia autonoma di Trento e Valle d'Aosta. Tutte le altre regioni hanno infatti deciso di mantenere in vigore la precedente normativa ovvero di lasciare a 30 anni l'asticella di separazione fra mezzi storici o meno.

Tutto tranquillo? Nient'affatto perché come spiegato da Gianfranco Persi, presidente Fiat 500 Club Roma, le misure inserite nella legge di stabilità coinvolgono solo 200.000 unità e a suo dire, nel mese di marzo "tutto tornerà come prima". Non solo, ma lancia un appello ai possessori di un veicolo storico: "Non pagate il bollo almeno fino a fine marzo, anche perché, in tal caso, la mora sarebbe esigua".

E ancora: "Dico questo per dei motivi ben precisi: il 23 dicembre la Commissione di Bilancio del Senato ha preso una decisione frettolosa perché sotto le feste. La stessa Commissione non è stata molto attenta a valutare il numero delle auto storiche presenti in Italia". L'importo da versare è calcolato sulla base della potenza del veicolo.

Chi non rispetta la scadenza del pagamento del bollo auto è soggetto a sanzioni e interessi. Nel dettaglio, se il versamento viene effettuato entro 30 giorni, la multa è pari al 3% dell'importo, oltre agli interessi legali giornalieri dell'1% calcolati sui giorni di ritardo. Se si va oltre il 30esimo giorno ed entro un anno, la sanzione è pari al 3,75% oltre ai soliti interessi legali. Se il pagamento avviene dopo un anno, schizza al 30% della tassa originaria oltre agli interessi per ogni semestre maturati. Da pochi anni c'è anche il ravvedimento veloce con una sanzione pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo se si regolarizza la propria posizione entro 14 giorni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il