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Isee 2015, Certificazione Unica 2015, Partita iva minimi nuovo regime: commercialisti, banche chiedono soluzioni problemi

Ancora problemi per Cu 2015 e nuovo modello Isee: come potrebbe cambiare ancora il nuovo regime dei minimi. Novità entro il 20 febbraio




Il premier Matteo Renzi qualche settimana fa ha annunciato una revisione del nuovo regime dei minimi che ha destato diverse polemiche e proteste da parte di autonomi e liberi professionisti. La Legge di Stabilità, infatti, ha disposto l’entrata in vigore da quest’anno del nuovo regime dei minimi che, senza alcun limite temporale o anagrafico, prevede un’aliquota al 15% per compensi compresi tra i 15mila e i 40mila euro, a seconda dell’attività che si svolge, rispetto al vecchio regime che prevedeva un’aliquota al 5% per compensi fino a 30mila euro per tutti ma solo per cinque anni o fino a 35 anni di età.

Si tratta di un regime comunque più rigido rispetto al vecchio e se nel 2014 le adesioni al regime fiscale di vantaggio sono state 194.140 (pari al 33,8% del totale degli avviamenti) e, rispetto al 2013, si è evidenziata una diminuzione di avviamenti (-10%) ma un incremento per le persone fisiche (+10,1%) e per le società di capitali (+8,9%), per quest’anno, se dovesse essere confermato questo regime probabilmente il numero di coloro che decideranno di aprire una nuova Partita Iva secondo le previsioni dovrebbero diminuire ancora.

La speranza è che entro il prossimo 20 febbraio con il nuovo decreto fiscale tutto cambi ancora, sperando si ritorni al vecchio regime, abolendo limiti e soglie temporali per tutti. La nuova difficoltà è che mancherebbero le coperture necessarie per rivedere il regime. Problemi anche per quanto la presentazione della Certificazione Unica 2015 che deve essere trasmessa entro il 28 febbraio ai lavoratori interessati ed entro il prossimo 9 marzo all'Agenzia delle Entrate. Il problema sono i tempi ristretti per permettere lo svolgimento delle pratiche entro le scadenze e senza incorrere nelle sanzioni che sono decisamente salate, 100 euro per ogni Cu errata, visto il ritardo con cui è stato reso disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate il software necessario per il suo invio.

Questo il motivo per cui professionisti abilitati e Consulenti del Lavoro hanno chiesto nuove proroghe. In particolare, le organizzazioni Adc, Aidc, Anc, Andoc, Unagraco, Unico e Ungdcec hanno chiesto a Mef e direttore dell’Agenzia delle Entrate Orlandi che i dati della Certificazione Unica da inviare all’Agenzia delle Entrate entro il 9 marzo siano, dunque, limitati a quelli necessari senza comprendere la generalità dei compensi.

E si stanno riscontrando problemi per quanto riguarda i tempi anche per la compilazione del modello Isee 2015. Se in alcune città, per la precisione in 15 capoluoghi di regione, come Milano, Roma, Firenze, è stata prorogata la sua presentazione, Caf e professionisti abilitati chiedono una proroga per tutti. A causare problemi la nuova Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) e si rischia il caos per la gestione nuovo modello Isee da inviare a Inps, perché manca chiarezza per gli operatori. Inoltre, negli ultimi giorni si sono susseguite anche numerose segnalazioni che denunciano la disorganizzazione di banche e CAAF nel gestire il calcolo della giacenza media per il nuovo ISee 2015. Sembra, dunque, che le banche non siano ancora pronte.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il