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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: riforma, novità prestito forse, tagli probabili, quota 100 no secondo ultimi eventi

Quali i possibili reali interventi sulle pensioni dopo ultime dichiarazioni del ministro del Lavoro sulla mancanza di risorse? Le ipotesi




Si registrano spaccature interne tra i partiti sulle diverse proposte di cambiamento per la riforma pensioni, c’è chi continua a dire che bisognerebbe lasciare la riforma pensioni Fornero così com’è, come sostiene il ministro dell’Economia Padoan, perché garantisce al momento la forza e la stabilità dei conti italiani, chi invece auspica correzioni necessarie per rendere il sistema previdenziale attuale più flessibile e sostenibile, ma ad ostacolare la realizzazione di ogni piano finora proposto le ultime dichiarazioni del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che ha annunciato la mancanza di risorse necessarie per intervenire con le modifiche richieste, motivo per il quale è stato anche bocciato l’emendamento proposto da Sel di proroga fino al 31 dicembre 2016 dell’opzione donna.

Proprio a causa della mancanza di risorse potrebbe tramontare la possibilità di realizzazione di quel piano di uscita anticipata a quota 100 come tanti avevano paventato, da Damiano alla Gnecchi, ma sarebbe più probabile il prestito pensionistico, permettendo ai lavoratori, su base volontaria, di andare in pensione qualche anno rispetto ai requisiti pensionistici oggi richiesti ricevendo un anticipo sulla pensione finale da restituire una volta raggiunta la pensione normale.

Si tratterebbe di erogare al lavoratore quello che comunque gli spetterebbe una volta in pensione, con il vantaggio che si tratta di un meccanismo che non modifica età e contributi richiesti dalla riforma Fornero. Prende invece più piede la possibilità di applicazione di quel piano di tagli che il premier Renzi e i suoi consulenti economici avevano già messo a punto tempo fa, tra modifiche di pensioni di invalidità, di reversibilità e delle baby pensioni.

E con loro, il piano di ricalcolo contributivo proposto dal presidente dell’Inps Boeri. Si tratta di un prelievo con aliquote progressivo sulle pensioni più elevate calcolate in parte con vecchio metodo retributivo superiori ai 3mila euro. Considerando la situazione vigente, anche il ministro del Lavoro Poletti ha aperto a tale possibilità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il