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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: quota 100, prestito, Mini Pensioni e assegno più alto.Sindacati, proposte ufficiali

Nuove proposte ufficiali per interventi su riforma pensioni da sindacati: cosa prevedono. I cinque punti spiegati e ipotesi di modifica




Era atteso per ieri1 1 febbraio l’incontro del governo Renzi con i sindacati pronti a presentare nuove soluzioni condivise per intervenire sulla riforma pensioni Fornero e così è stato. Tra le novità e ultime notizie le ipotesi di modifica che puntano a correggere l’attuale riforma previdenziale soprattutto in cinque punti. Questo programma di intervento comprenderebbe approvazione di piani di flessibilità per anticipare l’accesso alla pensione; revisione delle modalità e dei criteri dei coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione con il sistema contributivo; miglioramento delle prestazioni sociali e assistenziali per i lavoratori iscritti alla gestione separata dell'Inps; obbligo di adesione alla previdenza complementare agevolando però la tassazione sui fondi pensione; e maggiore informazione previdenziale, coinvolgendo parti sociali e Covip.

Per quanto riguarda la proposta di piani di uscita anticipata, i sindacati puntano su meccanismi di uscita a quota 100, come proposto da Cesare Damiano, risultato della somma dell’età anagrafica e contributiva, che permetterebbe, per esempio, di andare in pensione a 60 anni e con 40 anni di contributi, o a 61 anni con 39 anni di contributi, o a 62 anni di età con 38 anni di contributi e così via. Se però la realizzazione di questo piano risultasse al momento difficile da attuare a causa, come annunciato da Mef e ministro del Lavoro Poletti, della mancanza di soldi, si potrebbe pensare alle soluzioni di prestito pensionistico o mini pensione.

Altro punto su cui vertono i sindacati è quello dell’aumento delle pensioni minime ma non attraverso un taglio di pensioni integrative, di invalidità o reversibilità, o delle baby pensioni, come aveva proposto il premier Renzi, o con ricalcolo contributivo, come invece proposto dal presidente dell’Inps Boeri, ma attraverso l’applicazione di una patrimoniale sulle pensioni più elevate.

La proposta è quella di un bonus di mille euro all'anno a tutti i contribuenti, lavoratori autonomi, dipendenti, pensionati che hanno un reddito individuale fino a 40mila euro e dell’applicazione di un contributo con aliquota  progressiva sulla ricchezza netta, mobiliare e immobiliare, per redditi dai 500 mila euro in su. Le aliquote, come spiegato dai sindacati, sarebbero basse, ma crescenti per i diversi scaglioni e quella massima dovrà colpire ricchezze superiori al milione di euro.

Per quanto riguarda l'estensione del bonus da 80 euro del governo Renzi anche a incapienti, pensionati, lavoratori dipendenti e autonomi, porterebbe ad ampliare la platea di beneficiari da 10 milioni di lavoratori dipendenti a 38,5 milioni e crescerebbero anche i costi, che passerebbero  dagli attuali 10 miliardi a circa 38,5 miliardi, secondo le prime stime fornite dagli stessi sindacati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il