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Pensioni vecchiaia, precoci, donne riforma Governo Renzi: novità ufficiali Ministero Economia, soldi non ci sono per interventi

Solo con la crescita economica dell'Italia il governo avrebbe maggiori spazi di manovra per mettere mano alla tanto desiderata riforma pensioni.




La riforma pensioni Renzi passa dalla ripresa economica del Paese. Le ultime notizie che arrivano dalle dichiarazioni del ministro del Lavoro Giuliano Poletti non rappresentano una vera novità. Nella sua scia ci sono anche le resistenze del Ministero dell'Economia, secondo cui cambiare le regole in vigore ovvero la legge Fornero farebbe venire meno allo Stato ingenti risparmi che non può permettersi di perdere. Eppure il tavolo dei ragionamenti è ancora aperto. Sono troppe le emergenze sociali a cui dare risposta. A partire da chi, a pochi anni dal ritiro dal lavoro, si trova senza occupazione e senza assegno previdenziale.

Fra le ipotesi prese in considerazione ci sono l'applicazione di quota 100 come somma dell'età anagrafica e degli anni contributivi; l'introduzione del prestito previdenziale per consentire il congedo dal lavoro degli over 50 disoccupati e senza sostegni al reddito; l'estensione agli uomini del calcolo dell'assegno con il sistema contributivo così da permettere l'uscita anticipata e il ricambio generazionale; l'andata in pensione a 62 anni con 35 anni di contributi.

Conti alla mano, il 2014 ha chiuso in rosso con un calo dello 0,8%, ma gli ultimi mesi mostrano una inversione di tendenza che fa ben sperare. Dopo novembre, infatti, secondo quanto segnalato dall'Istat, è andato bene anche dicembre: la produzione industriale è aumentata dello 0,1% su base annuale dello 0,4% rispetto al mese precedente. Era da oltre un anno che non si verificavano due mesi consecutivi con il segno più. Molto positiva la performance dei mezzi di trasporto con la produzione di auto che cresce a dicembre del 30,4% e nell'intero anno del 9,2%. Rialzi anche per i beni strumentali (+6,5% a dicembre e +0,2% nel 2014), dato che potrebbe indicare una ripresa degli investimenti aziendali.

Tra indebolimento del cambio e calo delle quotazioni del petrolio, il 2015 si apre con "prospettive favorevoli", secondo il centro studi di Confindustria che stima per gennaio "un incremento della produzione industriale dello 0,2%" rispetto a dicembre. Questa stima "porta la crescita acquisita della produzione industriale nel primo trimestre a +0,6%".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il