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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: questione pensione non è fondamentale per Governo secondo Ministro Madia

Possibilità di pensionamento per mille dei quota 96 della scuola: ma quale il futuro per gli altri 3mila in attesa di congedo? Situazione e dichiarazioni ministro Madia




Qualche nuova speranza per i quota 96 della scuola, docenti e personale Ata che pur avendo maturato i requisiti per accedere alla pensione con le regole precedenti l’entrata in vigore della riforma pensioni Fornero, sono ancora costretti a lavorare: tra le novità e ultime notizie la possibilità per mille degli interessati di andare in pensione mentre gli altri 3mila ne rimarrebbero comunque fuori.

Il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, “Sulla questione Quota 96 per diverse ragioni non si sono verificate le condizioni per un intervento unico. Sono circa 4 mila docenti, dati Inps confermati dal Miur, a cui possiamo sottrarre circa mille insegnanti che verranno tutelati dalla sesta salvaguardia. A questi mille insegnanti dall’Inps arriverà nei prossimi giorni la comunicazione del diritto a pensione e chi è interessato dovrà presentare domanda di cessazione dal servizio entro il 2 marzo”.

Ma, ha specificato la Madia, “Rimarrebbero circa tremila insegnanti, che a seguito della riforma Fornero e per effetto dei tempi di pensionamento dettati dall’articolazione dell’anno scolastico hanno subito un aumento della loro permanenza al lavoro”. Tra le questioni previdenziali da affrontare, nonostante si tratti ormai di un’emergenza sociale, la questione dei quota 96 non sembra ancora un priorità del governo, ma questa frammentazione tra chi potrà finalmente andare in pensione e chi ancora no non è certo un passo giusto e ci si aspettava una conclusione diversa, considerando che lo stesso ministro Madia, insieme al premier Renzi e il ministro dell’Economia Padoan avevano annunciato soluzioni per tutti entro l’estate.

Considerare, poi, il caso dei quota 96 non prioritario è un altro grave errore, considerando che questo caso dei lavoratori della scuola, insieme a quello degli esodati, è diventata una era e propria emergenza sociale e se questo non rappresenta una priorità, se mantenere al lavoro ingiustamente per un errore 4mila persone che potrebbero già essere a riposo da tre anni non è proprietario, allora nessun’altra questione pensioni lo sarebbe in egual modo.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il