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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità Governo Renzi: riforma, quota 100, contributivo, prestiti per mancanza soldi non fattibili

Mancano le risorse necessarie per modificare la riforma pensioni Fornero: quali i piani alternativi? Ma c’è davvero la volontà politica di modificare la legge pensionistica?




Mancano le risorse necessarie per modificare la riforma pensioni Fornero così come si vorrebbe e le novità e ultime notizie da parte del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e del Mef confermano questa condizione. Stesso motivo per cui, come ha precisato Poletti, è stato bocciato il nuovo emendamento presentato da Sel al Milleproroghe che voleva rimandare al 31 dicembre 2016 la possibilità di uscita anticipata per le lavoratrici dipendenti e autonome con l'opzione contributivo donna.

E', forse, anche il motivo perchè, novità dell'ultima ora, potrebbero andare finalmente in pensione solo mille dei quattromila dei quota 96 della scuola, come annunciato dal ministro Marianna Madia, nonostante si tratti di una frammentazione decisamente iniqua. La situazione, dunque, rispetto a qualche mese fa, rispetto a prima dell'estate, quando si lamentava proprio la mancanza di risorse necessarie per modificare la legge pensionistica attuale, non sembra essere cambiata poi più di tanto.

Ma, c’è da ammettere, che si si trattava di una situazione su cui il ministro dell’Economia Padoan ha sempre insistito. Padoan ha sempre detto di lasciare la legge pensionistica attuale così com’è proprio perché in Italia non erano ancora maturi i tempi per abbassare l’età pensionabile per tutti.

Ed effettivamente le ultime notizie confermano proprio questa situazione. E questo è il motivo per cui sembrano allontanarsi le possibilità di approvazione di questi sistemi di uscita anticipata con quota 100 o estensione del sistema contributivo per tutti che, pur prevedendo risparmi sul lungo periodo, comunque necessiterebbero di un impiego di risorse aggiuntive nel primo periodo. Diversa la situazione per quanto riguarda, invece, il prestito pensionistico. Si tratta infatti di un piano che non richiede risorse in più, né a Stato né ad Inps, visto che consisterebbe nell’erogazione al lavoratore di un anticipo di quanto comunque riceverebbe nella sua pensione finale, e che dovrà essere restituito una volta maturati i normali requisiti richiesti.  

Ciò che rappresenta l’ago della bilancia per interventi sulle pensioni, da realizzare concretamente o meno, è la volontà politica perché se il problema è davvero la mancanza di risorse si tratta di una difficoltà a cui si può semplicemente porre rimedio o adottando, come detto per il prestito pensionistico, sistemi che on richiedono soldi o attraverso un piano di tagli, da revisione di baby pensioni, pensioni di invalidità o reversibilità a ricalcolo contributivo per tutti come proposto dal presidente dell’Inps Boeri. Meccanismi che permetterebbero di risparmiare nuove risorse da riutilizzare poi nelle pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il