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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità mancano soldi per modifiche seppur spesa armamenti cresce

Come dimostrato dalle ultime notizie, la riforma pensioni Renzi non decolla anche per una precisa scelta politica. Il caso delle spese militari.




Viene da chiedersi se la riforma pensioni non sia ostacolata dalla volontà politica prima ancora che dalle difficoltà economiche. Il dubbio arriva dalle novità contenute nel programma "Partecipazione al Patto atlantico e ai programmi europei aeronautici, navali, aerospaziali e di elettronica professionali" redatto dal Ministero dello Sviluppo economico e riferito al 2015. Ebbene calcolatrice alla mano è previsto uno stanziamento di 2 miliardi 800 milioni per i caccia Eurofighter e altri investimenti aeronautici, per le fregate Fremm e il programma di blindati Vbm. Tanto per avere un'idea si tratta di cifre ben più alte rispetto a quelle dello scorso anno.

Resta quindi da capire come si legano queste mosse con la cronica assenza di copertura economica per fare la riforma pensioni, lamentata a più riprese dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Eppure sono tante le proposte di cambiamento, come l'applicazione di quota 100 come somma dell'età anagrafica e degli anni contributivi; l'introduzione del prestito previdenziale per consentire il ritiro dal mondo lavoro degli over 50 disoccupati; l'estensione agli uomini del calcolo dell'assegno previdenziale con il metodo contributivo e dell'uscita a 62 anni di età e 35 anni di contributi secondo uno schema di incentivi e penalizzazioni.

Di più: dal punto di vista economico qualcosa sta lentamente cambiando come dimostrato dal rallentamento dell'emorragia delle imprese in Italia. Nel 2014 si sono registrate 30.000 aziende in più. Saldi positivi nei servizi, nel turismo e commercio; in rosso, invece, agricoltura manifattura e costruzioni. Sono i dati emersi dallo studio di Unioncamere sulla natalità e la mortalità delle imprese. Il sistema delle imprese - si legge - sembra aver ritrovato il passo della crescita e alla fine del 2014 mette a segno un saldo positivo tra aperture e chiusure. Il tasso di crescita del numero delle imprese registrate è dell'0,51%, più che doppio rispetto all'anno precedente (+0,21%).

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il