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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: riforma, tante indicazioni negative. Situazione della settimana

E’ stata una settimana intensa di discussioni e annunci sulle novità e ultime notizie riguardanti la riforma pensioni Fornero. Vediamo cos’è successo




E’ stata una settimana intensa di discussioni e annunci sulle novità e ultime notizie riguardanti la riforma pensioni Fornero. Novità non sempre positive, considerando che proprio in questi giorni sono arrivate conferme da Mef e ministro del Lavoro Giuliano Poletti della mancanza di soldi necessari per modificare la riforma previdenziale con quei sistemi di uscita anticipata che stanno diventando sempre più necessari, e richiesti. E  cresce l’attesa anche per capire quale potrà essere l’impatto che la rottura del Patto del Nazareno tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi e l’opposizione annunciata che Forza Italia si prepara a dare alla maggioranza sulle riforme proposte potrebbero avere sulla riforma pensioni.

Il premier Renzi dalla sua ha l’appoggio di diverse forze politiche, soprattutto per quanto riguarda gli interventi pensionistici, viste le proposte piovute da ogni partito, da IdV, a Sel ed Ncd, il problema sarà proprio cercare di trovare un compromesso tra queste proposte, considerando la conclamata mancanza di risorse che, ha anche spiegato il ministro Poletti, è il motivo per cui è stato bocciato l’emendamento proposto da Sel di proroga dell’opzione donna fino al 31 dicembre 2016.

Bisogna dunque trovare soluzioni condivise e che non abbiano bisogno di impiego di risorse aggiuntive, anche se il ministro dell’Economia Padoan, nonostante le ultime aperture dell’Ue, continua a dirsi contrario a interventi sulle pensioni, ribadendo come il sistema pensionistico italiano, proprio grazie alle norme Fornero, sia diventato tra i più forti di Italia.

E’, infatti, in grado di assicurare risparmi ben 80 miliardi di euro fino al 2021 ed è chiaro come di fonte a tale cifra non si possa intervenire con cambiamenti che ne minino tale garanzia. Ecco perché, considerando la necessità di soddisfare le tante richieste di cambiamento arrivate da lavoratori, pensionandi e forze politiche e sociali, sembra che al momento gli interventi più fattibili possano essere quelli di prestito pensionistico o passaggio al part time e staffetta generazionale, che permetterebbero innanzitutto una maggiore flessibilità in uscita senza richiedere risorse aggiuntive, senza modificare età e contributi richiesti dalla legge Fornero, e permettendo anche un ricambio generazionale per rilanciare l’occupazione.

Ma non sono da escludere quei piani di tagli proposti già dal premier Renzi, d’accordo con i suoi consiglieri economici, che prevederebbero una revisione di baby pensioni, pensioni integrative, di invalidità e di reversibilità, o quel ricalcolo contributivo per coloro che percepiscono ricche pensioni d’oro come proposto dal presidente dell’Inps Boeri. Ricalcolo, con un piccolo prelievo, che verrebbe applicato solo a coloro che percepiscono pensioni dai tremila euro in su in parte calcolate con vecchio sistema retributivo. Questi interventi permetterebbero di accumulare nuove risorse che poi verrebbero riutilizzate sempre nelle pensioni. E entre la Lega ha deciso di presentare ricorso contro la decisione della Corte Costituzionale di dichiarare inammissibile il referendum abrogativo proposto per abolire completamente la riforma pensioni Fornero, i sindacati hanno finalmente presentato al governo le loro proposte.

Cinque i punti su cui verte il piano di cambiamento previdenziale dei sindacati: approvazione di piani di uscita anticipata e flessibile per tutti; revisione delle modalità e dei criteri dei coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione con il sistema contributivo; miglioramento delle prestazioni sociali e assistenziali per gli iscritti alla gestione separata Inps; obbligo di adesione alla previdenza complementare; maggiore informazione previdenziale. E a questo piano in cinque punti si aggiunge anche la richiesta di estensione di un bonus di mille euro all'anno per tutti i contribuenti, lavoratori autonomi, dipendenti, incapienti pensionati che hanno un reddito individuale fino a 40mila euro, insieme all'applicazione di un prelievo di solidarietà, con aliquote progressive, da applicare a coloro che percepiscono redditi dai 500 mila euro in sù.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il