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Pensioni Governo Renzi riorma fultime notizie: interventi Della Vedova, Padoan, Madia, sindacati, Rizzetto, Maestri, Poletti

Sembra si stia entrando nel vivo della discussione sulla questione previdenziale: novità e ultime notizie da forze politiche e sociali su interventi riforma pensioni




Sembra si stia entrando nel vivo della discussione sulla questione previdenziale e dalle novità e ultime notizie che emergono dalle diverse dichiarazioni di diversi esponenti di forze politiche e sociali su interventi sulla riforma pensioni Fornero si nota come diverse siano le strade che si intendono percorrere. Ma emergono anche nuove criticità da affrontare, a partire dalla mancanza di risorse necessarie per poter lavorare come si vorrebbe. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha infatti confermato la mancanza di soldi, spiegando che è stato questo il motivo per cui la Commissione Bilancio ha bocciato l’emendamento al Milleproroghe proposto da Sel per la proroga al 31 dicembre 2016 dell’Opzione Donna, anche se il Comitato Opzione Donna si prepara ad avviare una nuova Class Action.

Poletti si è espresso anche sull'ipotesi di ricalcolo contributivo per chi percepisce ricche pensioni d'oro, proposto dal presidente dell’Inps Tito Boeri che ha annunciato l’intenzione di intervenire sui trattamenti pensionistici oltre i 3mila euro, risultato di un calcolo, in parte, con vecchio metodo contributivo, spiegando che quando arriverà il momento si discuterà su tutto, ricalcolo contributivo compreso, dunque. Continua invece ad opporsi a qualsiasi tipo di intervento sulle pensioni il ministro dell’Economia Padoan che proprio in questi giorni ha ribadito l’importanza della legge pensionistica Fornero, che ha permesso al sistema pensionistico italiano di essere tra i più forti in Europa, e che quindi non va toccata, quanto meno nell’immediato futuro, visto che garantisce sostenibilità economia al nostro Paese. E per questo deve rimanere, in questo momento di forte crisi, così com’è.

Anche il senatore Benedetto Della Vedova di Scelta Civica, sostenendo il ministro Padoan, continua a difendere l'impianto della legge Fornero, mentre le deputate del Pd in commissione Lavoro Anna Giacobbe, Antonella Incerti e Patrizia Maestri, sostengono la necessità di rivedere le norme della riforma pensioni Fornero, soprattutto per rendere più flessibile l'uscita dal lavoro e creare così, al contempo, nuove possibilità di rilancio del mercato del lavoro giovanile.

Secondo Walter Rizzetto, vicepresidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, invece, la legge Fornero non ha poi contribuito a migliorare chissà quanto i conti pubblici. E ha precisato che dalla sua entrata in vigore, nel 2012, fino ad oggi ha ottenuto risparmi pari a 67 miliardi, ma le coperture per abrogarla sarebbero pari a circa 48 miliardi. E si dice d’accordo su interventi che mirano a rivedere il calcolo pensionistico con vecchio metodo retributivo che ha generato ingiustizie in Italia.

La mancanza di risorse necessarie è il motivo che ha portato il ministro Madia a spiegare, all’indomani della notizia del pensionamento di mille dei quota 96, non esiste una soluzione generale per tutti i 4mila interessati. Secondo la Madia, non ci sono infatti le condizioni per un intervento unico e al momento solo mille insegnanti, che nei prossimi giorni riceveranno comunicazioni dall’Inps, verranno tutelati dalla salvaguardia. La Madia ha definito, paradossalmente, non proprietaria la questione dei quota 96, ma il presidente dell’Inps Boeri ha aperto a nuove speranze con la dichiarazione di qualche giorno fa di voler sbloccare nuove risorse per chiudere definitivamente questo caso.

Intanto, dall’incontro del governo con i sindacati sono emerse le nuove proposte di intervento sulla riforma pensioni Fornero messe da loro a punto, soluzioni condivise che, in parte, riprendono piani di cui finora si è discusso. Cinque, in particolari, i punti su cui verte il piano di cambiamento previdenziale dei sindacati: approvazione di piani di uscita anticipata e flessibile per tutti; revisione delle modalità e dei criteri dei coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione con il sistema contributivo; miglioramento delle prestazioni sociali e assistenziali per gli iscritti alla gestione separata Inps; obbligo di adesione alla previdenza complementare; maggiore informazione previdenziale.

Secondo i sindacati è necessario aumentare anche le pensioni minime con un bonus di mille euro all'anno per tutti i lavoratori autonomi, dipendenti, incapienti pensionati che hanno un reddito individuale fino a 40mila euro. Spazio anche all’applicazione di un contributo di solidarietà, con aliquota  progressiva, per redditi dai 500 mila euro in su. Anche Cesare Damiano attende interventi sulle pensioni, da piani di uscita anticipata, anche perchè fare andare in pensione troppo tardi i lavoratori bloccherebbe le possibilità di occupazione per i più giovani, ad uno strumento ad hoc per i quota 96 della scuola.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il