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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia Governo Renzi: riforma, novità Poletti, Incerti, Della Vedova, Padoan, Madia interventi

C’è chi continua a difendere la riforma pensioni Fornero ma sono tante le proposte di modifiche presentate. Le ultime novità da forze politiche e sindacati




Il ministro dell’Economia Padoan, nel corso di questa settimana, ha ribadito la sua contrarietà a qualsiasi intervento di modifica sulla riforma pensioni Fornero e le novità e ultime notizie confermano la sua posizione insieme a quella di altri esponenti di forze politiche e sociali, d’accordo o contro cambiamenti alla riforma pensioni. Dalla parte del ministro Padoan il senatore Della Vedova di Scelta Civica che non è d’accordo sul modificare una riforma che, nonostante la sua rigidità, riesce comunque a garantire sostenibilità economica all’Italia, condizione decisamente importante in questo momento di forte crisi. E mentre c’è chi continua a difendere l’impianto pensionistico attuale, il ministro del Lavoro Poletti avverte sulla mancanza di risorse necessarie per applicare cambiamenti, aprendo alla possibilità di quel piano di ricalcolo contributivo del presidente dell’Inps, Tito Boeri, che permetterebbe di recuperare nuove risorse per intervenire sempre sulle pensioni.

Cesare Damiano, invece, di parere del tutto opposto, continua a ribadire al governo la necessità di intervenire sulle pensioni, con forme di pensionamento anticipato soprattutto per i lavoratori in difficoltà. E rilancia il suo piano di uscita a quota 100, che permetterebbe, come da lui spiegato, l’accesso alla pensione a 60 anni di età e 40 anni di contribuzione, o a 61 anni di età con 39 anni di contributi, insomma con quella flessibilità utile per le esigenze di ogni singolo lavoratore. Chiede anche che sia, una volta per tutte, messa a punto una soluzione che permetta il pensionamento definitivo dei quota 96 della scuola.

Sulla questione dei quota 96 è intervenuta anche il ministro Marianna Madia che spiegato l’impossibilità di intervenire definitivamente sulla questione, con una soluzione unica, a causa della mancanza di risorse, confermate proprio da Mef e ministro Poletti. In realtà, la situazione sarebbe più complessa: sarebbe stato, infatti, concesso il pensionamento a mille dei 4mila interessati alla quota 96, ciò significa che tremila rimarrebbero fuori dalla salvaguardai, ma la Madia ha chiaramente lasciato intendere che non si troverà una soluzione per loro nell’immediato, non ritenendo la questione prioritaria.

Rilancia su interventi sulla riforma pensioni Fornero anche il vicepresidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati ed ex esponente del Movimento 5 Stelle Rizzetto che, ritenendo che la riforma Fornero non abbia poi così tanto migliorato i conti pubblici come si vuol far credere,appoggia il sistema di ricalcolo contributivo per le vecchie pensioni calcolate metodo retributivo, in modo da superare iniquità e risolvere le ingiustizie sociali generate. Anche le deputate del Pd in commissione Lavoro Anna Giacobbe, Antonella Incerti e Patrizia Maestri chiedono al governo di intervenire sulla riforma pensioni Fornero, con sistemi di flessibilità in uscita per tutti e soluzioni che permettano il rilancio dell’occupazione.

A queste posizioni, si aggiungono le ultime proposte presentate al governo dai sindacati sono qualche giorno fa. Le proposte dei sindacati per correggere l’attuale legge pensionistica puntano su piano di uscita anticipata e flessibile per tutti, modifiche dei criteri dei coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione con il sistema contributivo, maggiore informazione previdenziale, nonché aumento delle pensioni più basse attraverso l’erogazione di un bonus annuo di mille euro per pensionati, incapienti, lavoratori dipendenti ed anche autonomi che percepiscono un reddito individuale fino a 40mila euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il