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Pensioni vecchiaia, precoci, anzianità Governo Renzi: riforma, novità della settimana sia annunci che concrete sono negative

Cosa è successo questa settimana sulle pensioni e appuntamenti prossimi importanti: le posizioni di forze politiche e sociali su modifiche riforma pensioni Fornero




Nell’attesa della nuova riunione dell’Eurogruppo di lunedì prossimo, che dovrà ancora pronunciarsi sulla Grecia, anche se la situazione sembra essersi decisamente ammorbidita, cosa che potrebbe avere conseguenze anche per la flessibilità sulle riforme in Italia, si è conclusa una settimana piuttosto negativa per quanto riguarda le discussioni sulla riforma pensioni in Italia. Tra le novità e ultime notizie, la conferma del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, della mancanza di risorse necessarie per poter lavorare come effettivamente si vorrebbe ma anche l’apertura alla possibile realizzazione del ricalcolo contributivo proposto dal presidente dell’Inps Boeri al fine di recuperare risparmi necessari proprio per interventi sulle pensioni.

E mentre Poletti apre a nuove possibili modifiche, dopo l’annuncio di un impegno del governo per trovare una soluzione soprattutto per coloro che rischiano di perdere il lavoro proprio alle soglie della pensioni, e che rischierebbero, così, di ritrovarsi senza stipendio e senza pensione, il ministro dell’Economia continua a bloccare ogni intervento sulla riforma pensioni Fornero, spiegando che grazie ad essa il sistema pensionistico italiano risulta oggi tra i più forti d’Europa e che è l’unica legge capace di garantire sostenibilità finanziaria al nostro Paese.

Intanto, è stato bocciato, proprio per mancanza di soldi come detto dal ministro Poletti, l’emendamento presentato da Sel al Milleproroghe che chiedeva la proroga del 31 dicembre 2015 dell’opzione contributivo donna, e il Comitato si prepara alla nuova class action; sono stati approvati interventi per il pensionamento di soli mille dei 4mila di quota 96 della scuola, creando dunque una frammentazione che molti ritengono ingiusta, ma con il ministro Madia che ritiene non sia al momento prioritario concentrarsi su una soluzione per i quota 96 della scuola, lasciando intendere come invece prioritario sia oggi concentrarsi sulla riforma del lavoro, soprattutto per crearne di nuovo. Bloccata anche la proposta di staffetta generazionale nel Milleproroghe.  

E mentre si attendono novità dalla discussione sulle misure della riforma della P.A., che potrebbero riguardare anche i prepensionamenti, qualche giorno fa i sindacati hanno presentato al governo le loro proposte di intervento sulla riforma pensioni Fornero; proposte che chiedono l’approvazione di meccanismi di uscita anticipata e flessibile per tutti, modifiche dei criteri dei coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione con il sistema contributivo, maggiore informazione previdenziale, obbligo di adesione alla previdenza complementare, rendendone chiaramente più agevole la tassazione, e aumento delle pensioni più basse con un bonus annuo di mille euro per pensionati, incapienti, lavoratori dipendenti ed anche autonomi che percepiscono un reddito individuale fino a 40mila euro.

Quest’ultimo punto soprattutto per aumentare il valore degli assegni più bassi considerando che oggi circa due milioni di pensionati sono costretti a vivere con meno di 500 euro, somma che certamente non permette una vita dignitosa. E se il sistema previdenziale non dovesse essere sottoposto a quella riforma della governance, con conseguente ricalcolo contributivo, tagli alle baby pensioni e alle ricche pensioni integrative, via libera a part time e conseguente ricambio generazionale al lavoro, la situazione potrebbe anche peggiorare in futuro per i giovani di oggi che, probabilmente, così stando le cose, potrebbero anche non arrivare mai a maturare la pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il