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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità quota 100, contributivo, prestito.Chi e quando le può approvare

Quanto davvero il governo ha intenzione di cambiare la riforma pensioni Fornero. La mancanza di risorse reale o una scusa? Le novità e cosa si prospetta




Le pensioni dei giovani oggi futuri pensioni sarebbero a rischio, Mef e ministro del Lavoro Poletti confermano la mancanza di risorse economiche da impiegare per correggere la riforma pensioni Fornero, diverse forze politiche si schierano con il Pad per attuare cambiamenti, da Sel a Ncd, IdV, ed esponenti di Scelta Civica, mentre il ministro dell’Economia Padoan continua a dire che il sistema pensionistico grazie all’attuale legge previdenziale è tra i più forti in Europa, motivo per il quale non deve essere modificato, e il premier Renzi cerca la maggioranza, visto che, dopo la rottura del Patto del Nazareno con Silvio Berlusconi, sono le stesse forze politiche a convincere a poter rappresentare una spina nel fianco.

I sindacati hanno avanzato le loro proposte, tra richieste di piani di uscita anticipata per tutti e aumento delle pensioni minime, Cesare Damiano continua a ribadire al governo l’importanza di approvare l’uscita anticipata con quota 100, per permettere ai lavoratori di andare in pensione ad una età particolare, in base al tipo di attività che svolgono, a patto che la somma di età anagrafica e contributiva dia 100; altri puntano sul prestito pensionistico, che, come richiesto, non tocca età e anzianità contributiva richieste dalla legge Fornero, mentre Ignazio Messina dell’IdV propone un sistema di pensione anticipata simile a quello di Damiano, che prevederebbe l’uscita dal lavoro a 60 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni se si decide di andare in pensione prima ma anche incentivi per chi invece decidere di rimanere oltre i 66 anni ma fino ai 70 anni.

Il senatore Panizza ha invece presentato una proposta (bloccata) di staffetta generazionale e possibilità, per il lavoratori ormai prossimi alla pensione, di passare al lavoro part time, in modo da permettere maggiore flessibilità in uscita ma anche puntare sul rilancio occupazionale. Sembrerebbero, dunque, tutte d’accordo le forze politiche sulla necessità di modifiche pensionistiche eppure la conferma della mancanza di risorse rappresenta un ostacolo alla realizzazioni dei piani finora proposti.

Molto però dipende da cosa il governo ha realmente intenzione di fare, se agire cioè o meno per correggere la legge Fornero, da tanto nel mirino di tutti ma mai, dal governo Letta a quello attuale Renzi, toccata. E un motivo ci sarà certamente: troppi i soldi che riesce ad assicurare all’Italia, ben 80 miliardi di euro di risparmi, per cui bisogna capire fino a che punto gli annunci e le promesse del governo siano fatti per diventare davvero realtà o solo per calmare gli animi in attesa di tempi migliori.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il