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Partita Iva 2015: nuovo regime dei minimi e ordinario tassazione, contributi, aliquote. Novità della settimana

Tornare al vecchio regime dei minimi: la proposta di Scelta Civica in discussione. Il governo comunicherà novità con il decreto fiscale del prossimo 20 febbraio




Potrebbe tornare in vigore il vecchio regime dei minimi, questo, quanto meno, ciò che si augurano lavoratori autonomi  e liberi professionisti, dopo l’annuncio del premier Renzi di revisione del nuovo regime dei minimi con il decreto fiscale del prossimo 20 febbraio. Qualche giorno ancora, dunque, e si saprà se la novità sarà approvata o meno. Il sottosegretario all'Economia, Enrico Zanetti, ha infatti presentato un emendamento per permettere ai contribuenti di scegliere per il 2015 il vecchio regime dei minimi con imposta sostitutiva al 5% per ricavi fino a 30mila euro abolendo però i limiti tempoarli e le soglie anagrafiche prima previste.  

Per le modifiche al nuovo regime introdotto dalla legge di stabilità il Governo potrebbe ricorre al decreto sull'Iri e i nuovi regimi contabili e per la sua approvazione dovrebbero essere reperite le risorse necessarie che ammontano a circa 70 milioni di euro. Se fosse approvata la novità, tornerebbe dunque in vigore il vecchio regime dei minimi a scapito del nuovo che prevede, invece, un’aliquota di tassazione al 15% per compensi compresi tra i 15 mila e i 40 mila euro, a seconda dell’attività che svolge, senza però alcun limite temporale.

L'Inps intanto ha diffuso una nuova circolare che precisa che coloro che decideranno di aderire al nuovo regime dei minimi introdotto dalla nuova Legge di Stabilità possono usufruire di un regime contributivo agevolato e non saranno obbligati a versare la quota fissa. La contribuzione alla gestione previdenziale sarà definita in percentuale rispetto al reddito forfettario, senza l’applicazione del minimo imponibile. Per aderire al regime previdenziale agevolato bisogna inviare apposita comunicazione all’Inps.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il