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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità interventi concreti nel piano INPS Boeri tra ricalcolo e modifiche

Il piano del presidente dell’Inps Boeri di ricalcolo contributivo per tutti: come funzionerebbe, aliquote e pensioni colpite. Novità e aperture ministro Poletti




Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, dopo le recenti dichiarazioni che lasciavano intravedere possibilità positive di intervento sulla riforma pensioni Fornero, ha annunciato la mancanza di risorse economiche necessarie, il che significa o riuscire ad intervenire con piani che portino al recupero di nuovi risparmi da impiegare nelle pensioni, o rimandare ancora le modifiche finora auspicate. Al vaglio ora le misure del piano avanzato dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, che, per prima cosa, insieme ad interventi sulla riforma pensioni ha annunciato una revisione della governance dell’Inps.

Ha comunque proposto provvedimenti capaci di rimettere in equilibrio il sistema previdenziale italiano, di renderlo più sostenibile e, soprattutto, di perseguire quell’equità sociale che oggi, come gli ultimi dati testimoniano, non esiste. L’obiettivo è raggiungere questo traguardo, e mettere da parte anche qualche nuova risorsa, attraverso il ricalcolo contributivo per tutti coloro che percepiscono pensioni in parte risultato del vecchio sistema retributivo.

In una recente intervista Boeri ha spiegato che “Molte persone hanno ricevuto molto di più di quello che hanno versato, allora andiamo a calcolare qual è la differenza tra quello che queste persone ricevono e quello che avrebbero ricevuto con le regole del sistema contributivo, su questa differenza andiamo a introdurre un prelievo ma attenzione, lo facciamo solo a chi ha delle pensioni di un certo importo, da tremila euro in su”. Si tratta di applicare quel contributo di solidarietà, che era già stato proposto dal premier Renzi e dai suoi consiglieri economici, del 20, 30% sulla differenza detta. Nel mirino le pensioni dai tremila euro in su, pensioni d’oro che saranno colpite, chiaramente, da aliquote progressive.

Come ha precisato Boeri, gli assegni pensionistici a partire dai 2mila euro lordi mensili e fino ai 3mila euro subirebbero un taglio del 20% sulla quota relativa alla pensione conteggiata con il metodo retributivo; decurtazione che sale al 30% per pensioni fino a 5mila euro mensili; e al 50% per tutti gli importi superiori ai 5mila euro. Il prelievo, come detto, varrebbe solo per le pensioni d’oro calcolare con il sistema retributivo, e cioè principalmente quelle dei pensionati dalle gestioni Inps, ex Inpdap.

Si tratta però di un prelievo che, incredibilmente, non potrebbe essere applicato sulle stratosferiche pensioni che percepiscono i parlamentari. Per modificare i loro trattamenti pensionistici, bisognerebbe, infatti, modificare prima il regolamento della Camera che non permette di toccare i loro vitalizi. A questo sistema ha aperto a possibilità il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che ha detto “faremo discussioni su tutto, quando arriverà il momento”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il