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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: proposte Forza Italia, Pd, Lega, INPS, Movimento 5 Stelle, Tesoro attuali modfiche

Riforma pensioni Fornero e proposte delle forze politiche per interventi: quali sono e cosa prevedono. Diverse le posizioni




Tecnici del Tesoro e ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, hanno confermato che mancano le risorse economiche necessarie per intervenire sulla riforma pensioni Fornero, con il ministro dell’Economia Padoan che continua a ribadire di non essere favorevole a modifiche alla legge Fornero che ha saputo rendere il sistema pensionistico italiano tra i più forti d’Europa, e il ministro Poletti che comunque ha annunciato una revisione della riforma previdenziale. Anche il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha avanzato il suo piano di intervento sulle pensioni, dal ricalcolo contributivo per tutti coloro che percepiscono le cosiddette pensioni d’oro calcolate in parte con il vecchio metodo retributivo, alla riforma della governance dell’Inps.

La Lega intanto si prepara a presentare ricorso contro la decisione della Corte Costituzionale di giudicare inammissibile il referendum abrogativo promosso qualche mese fa che chiedeva la completa cancellazione della riforma pensioni Fornero. E c’è da chiedersi poi come influenzerà l’andamento della riforma pensioni ed eventuali modifiche la rottura del Patto del Nazareno tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, con Forza Italia che punta essenzialmente sull’aumento delle pensioni minime più che su sistemi di uscita anticipata.

Sel, invece, punta ancora sulla staffetta generazionale e sistema contributivo, come la minoranza Pd guidata da Damiano, che continua anche a rilanciare su uscita a quota 100 e uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni. Il Movimento 5 Stelle appoggia la proposta del presidente Boeri sulla revisione della pensioni molto alte e Rizzetto ha presentato una proposta di prelievi sulle pensioni superiori ai 90mila euro l’anno, “una soglia oltre la quale il nostro sistema non prevede nessuna distinzione di aliquota neanche se uno riceve 250 o 300mila euro”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il