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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: Mini Pensione più valida dopo staffetta,contributivo bocciati Aula e no a quota 100

Dopo la bocciatura dell’emendamento per la proroga dell’opzione donna e della staffetta generazione, modifica fattibile alla riforma pensioni Fornero solo con prestito pensionistico




E’ stato bocciato l’emendamento al Milleproroghe avanzato da Sel che chiedeva la proroga al 31 dicembre 2016 dell’opzione contributivo donna, che avrebbe permesso ancora per un anno la possibilità di uscita anticipata per le donne lavoratrici, dipendenti e autonome, a 57 o a 58 anni con 35 anni di contributi e calcolo della pensione esclusivamente con metodo contributivo. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha spiegato che la bocciatura decisa in Commissione Bilancio dipende da una mancanza attuale delle risorse economiche necessarie.

Bocciata anche la proposta di staffetta generazionale, con possibilità di passaggio al lavoro part time per i lavoratori prossimi alla pensione e rilancio dell’occupazione giovanile. Intanto, il ministro Madia, dopo la novità e ultima notizia della possibilità di pensionamento per mille degli interessati alla questione dei quota 96 della scuola, ha dichiarato che la salvaguardia per tutti e 4mila i quota 96 della scuola non rappresenta una priorità per il governo. E boccia qualsiasi altro intervento imminente.

Diverse poi le critiche sollevate al piano proposto da Cesare Damiano di uscita anticipata a quota 100 che, somma dell’età anagrafica e contributiva, permetterebbe al lavoratore, in base alla professione che svolge, di scegliere l’età in cui andare in pensione, per esempio a 60 anni di età e 40 anni di contributi, o a 61 anni e 39 di contributi, o a 62 anni con 38 di contributi.

Ecco allora che per modificare la riforma pensioni Fornero, tra le tante proposte avanzate, resta fattibile solo quella del prestito pensionistico, che permette al lavoratore di andare in pensione qualche anno prima rispetto ai normali requisiti previsti, percependo un anticipo sulla pensione finale, che dovrebbe essere di circa 700 euro, da restituire poi però una volta maturata la normale pensione. E in questo caso, non ci sarebbe né bisogno di risorse aggiuntive né si modificherebbero età e contributi richiesti dalla legge pensionistica attuale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il