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Partita Iva minimi 2015 nuovo regime minime e tasse, contributi partita iva normale: novità Governo Renzi Consiglio Ministri

Nel cdm del 20 febbraio si discuteranno le possibili modifiche al nuovo regime dei minimi, come confermato dal ministro del lavoro Poletti, che non ha lasciato trapelare alcuna indiscrezione.




Possibili modifiche della tassazione con imposta sostitutiva

I contribuenti che hanno aderito al nuovo regime dei minimi sono tenuti al pagamento dell'imposta sostitutiva, in luogo dell'Irpef, e sono esonerati dall'applicazione dell'Iva nell'emissione delle fatture e dal pagamento dell'Irap, in maniera simile a quanto avveniva nel regime dei minimi 2014. Rispetto allo scorso anno, tuttavia, l'aliquota dell'imposta sostitutiva da applicare al reddito è passata dal 5 al 15%, provocando le proteste delle associazioni di categoria, e probabilmente, sotto questo punto di vista, verranno effettuate alcune modifiche. Possibile una riduzione al 10% dell'aliquota dell'imposta sostitutiva o una modulazione della stessa con altri criteri, passando da un'aliquota fissa per tutti i contribuenti ad una di tipo progressivo, in maniera simile a quanto avviene attualmente con l'Irpef, che colpisce in misura maggiore gli scaglioni di reddito più elevati.

Come viene determinato il reddito nel nuovo regime dei minimi

La maggiore discontinuità rispetto al sistema precedente deriva dalla modalità con cui verrà determinato il reddito imponibile, che nel nuovo regime viene calcolato con un sistema radicalmente diverso rispetto a quello in vigore nel 2014.
I componenti positivi del reddito verranno calcolati sommando gli importi fatturati (che sono privi di Iva e di ritenute d'imposta passive), così come avveniva in passato, mentre i costi da portare in deduzione vengono predeterminati, senza tenere in alcun conto quelli effettivamente sostenuti. Il nuovo regime forfettario, da questo punto di vista, pur non prevedendo formalmente l'applicazione degli studi di settore, prevede una determinazione dei costi effettuata direttamente dall'erario, tenendo conto della attività svolta dal contribuente. Modificare il nuovo sistema di determinazione del reddito sigificherebbe sconfessare, nel suo insieme, il nuovo sistema ideato dalla Legge di Stabilità e per tale motivo una modifica in tale senso appare altamente improbabile.

Riduzione dei contributi da versare alla gestione separata

I contribuenti più penalizzati, dal punto di vista contributivo, saranno soprattutto quelli che non fanno parte della gestione artigiani e commercianti e al tempo stesso non appartengono a ordini professionali: si tratta del cosiddetto "popolo delle partite Iva", che ha già espresso il proprio dissenso sui social network. I professionisti non iscritti ad albi devono versare i contributi alla gestione separata dall'Inps e le aliquote sono aumentate di tre punti percentuali nel 2015, passando dal 27 al 30% e aumenteranno ulteriormente nei prossimi anni, come previsto dalla riforma del sistema pensionistico ideata dall'ex ministro del lavoro Elsa Fornero. Appare difficile un intervento in questo senso, considerata la situazione dei conti dell'Inps.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il