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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: interventi e modifiche minime fatte aumentano disparità privati e statali

Difficoltà e nuove contraddizioni situazione previdenziale: occorre modificare la riforma pensioni ma mancano risorse. Le singole iniziative




Si continua a discutere di questione previdenziale ma le novità e ultime notizie sembrano piuttosto contrastanti rispetto agli ultimi interventi e le ultime dichiarazioni sulle modifiche allo studio sulla riforma pensioni Fornero. Mentre infatti nelle scorse settimane, dopo le dichiarazioni del ministro del Lavoro Poletti, del presidente dell’Inps Boeri, insieme a tanti altri esponenti politici si pensava di essere ormai prossimi alla definizione di nuove soluzioni pensionistiche, tra sistemi di uscita anticipata e aumento pensioni minime e ricalcolo contributivo con tutti con applicazione del contributo di solidarietà, oggi la situazione sembra un po’ cambiata.

Dopo, infatti, l’ammissione, da parte del Mef e dello stesso ministro Poletti, di una mancanza di risorse necessarie per intervenire come si vorrebbe sulle pensioni, crescono le nuove difficoltà e la delusione di quanti si aspettavano modifiche. E i recenti avvenimenti dimostrano come sia ancora caos: innanzitutto, proprio per la mancanza di risorse, è stato bocciato l’emendamento di Sel al Milleproroghe pche chiedeva la proroga, appunto, al 31 dicembre 2016 dell’opzione contributivo donna. Bloccata anche la staffetta generazionale, anche se in tanti continuano a ritenere che sia una delle modifiche più fattibili.

E mentre da una parte vengono bocciate proposte di modifica alla legge pensionistica attuale, dall’altra si susseguono singole iniziative, da regioni e per determinate categorie di lavoratori. In Piemonte, per esempio, è partita la cosiddetta staffetta generazionale, che prevede flessibilità pensionistica per i lavoratori più anziani con possibilità di assunzione di lavoratori più giovani e disoccupati. I lavoratori over 50, cui mancano tre anni di contributi per la pensione finale e dipendenti di un’azienda piemontese, possono passare al contratto in part-time, permettendo così all’azienda di assumere un nuovo giovane a tempo indeterminato.

Si tratta di un’iniziativa che rientra nelle politiche della Regione Piemonte per combattere la disoccupazione giovanile. Ma non è l’unica iniziativa da segnalare: lo scorso dicembre è stato siglato un accordo tra la compagnia assicuratrice UnipolSai e le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil per l’uscita anticipata dal lavoro con prestito pensionistico di 321 lavoratori in esubero, da sostituire con 150 giovani neo-assunti. In Sicilia, invece, via libera al prepensionamento con quota 100 di Cesare Damiano, somma dell’età anagrafica e contributiva del lavoratore, per l’’uscita anticipata dei dipendenti provinciali in esubero.

In particolare, il piano dell’assessore all’Economia Alessandro Baccei è quello di mandare in prepensionamento con quota 100 2.500 dipendenti regionali nel prossimo triennio e assumerne 890, dando così vita al turn over e staffetta generazionale nell’amministrazione regionale.

E un nuovo piano di prepensionamenti è stato anche annunciato dal ministro Madia, considerando le misure della Legge di Stabilità sul ricollocamento dei dipendenti delle Province da realizzare entro il prossimo 2016. Per il personale in esubero sarà prevista la mobilità obbligatoria ma anche il prepensionamento. Quest’ultimo riguarderà i dipendenti pubblici in esubero che, entro il 31 dicembre 2016, avranno maturato i requisiti pensionistici previsti prima dell’entrata in vigore della riforma pensioni Fornero; i dipendenti in esubero in forze negli enti territoriali (comuni, province e città metropolitane) che entro il 31 dicembre 2015avranno raggiunto quota 97,3 (somma di età anagrafica e età contributiva), con almeno 61 anni e tre mesi di età; o entro il 30 settembre 2015 hanno maturato 40 anni di contributi.

Ricordiamo poi che è stato approvato il pensionamento per mille appartenenti alla quota 96 della scuola mentre altri 3mila ne sarebbero ancora esclusi, cosa che chiaramente ha determinato un'ingiustizia contro cui si sono già scagliate le prime polemiche e proteste. Sarebbe bene estendere, infatti, il congedo definitivo a tutti coloro che lo attendono ormai da tre anni, per un errore della legge Fornero. Si tratta, dunque, si singole iniziative che, però, dovrebbero allargarsi e comprendere un po’ tutti, e rientrare magari in quel decreto previdenziale annunciato dal premier Renzi mesi fa e ancora da presentare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il