BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni uomini, anzianità, donne Governo Renzi: riforma, novità grazie a chi approvabili quota 100, contributivo, Mini Pensioni

Proposte di modifica da sindacati e forze politiche per modificare riforma pensioni Fornero: quali sono e quali potrebbero essere effettivamente realizzati




Dopo le novità e ultime notizie della scorsa settimana sulla questione pensioni e sulla mancanza di risorse economiche necessarie, confermata dai tecnici del Mef e dal ministro del Lavoro Poletti, premier Renzi e il suo Pd, insieme al presidente dell’Inps, Tito Boeri, sostenuti da Sel a Ncd, IdV, ed esponenti di Scelta Civica continuano a lavorare per mettere a punto modifiche e soluzioni per intervenire sulla riforma pensioni Fornero, mentre il ministro dell’Economia Padoan continua a dire che il sistema pensionistico attuale italiano deve essere lasciato così com’è perché garantisce sostenibilità economica al Paese e perché riuticto a il sistema previdenziale del BelPaese tra i più forti in Europa.

Ci si chiede, dunque, quale potrebbe essere il futuro dei piani di uscita anticipata e flessibile finora proposti tra prestito pensionistico, uscita a quota 100, sistema contributivo per tutti, ma anche staffetta generazionale e part time, nonostante sia stata bloccata come proposta. E a far pensare e temere, le conseguenze eventuali della rottura del Patto del Nazareno tra premier Renzi e Silvio Berlusconi che, sulle pensioni, ha ripetutamente ribadito che l’obiettivo di Forza Italia è quello di aumentare gli assegni più bassi.

Anche i sindacati nell’incontro di qualche giorno fa con il governo hanno avanzato le loro proposte, tra richieste di piani di uscita anticipata per tutti, aumento delle pensioni minime, obbligo di adesione ai fondi pensioni, mentre Cesare Damiano continua a rilanciare piani di uscita anticipata con quota 100, per permettere ai lavoratori di uscire in base al tipo di attività che svolgono, a patto che la somma di età anagrafica e contributiva dia 100, e altri puntano sul prestito pensionistico, che, come richiesto, non tocca età e anzianità contributiva richieste dalla riforma pensioni Fornero.

Ignazio Messina dell’IdV ha, invece, proposto un meccanismo di pensione anticipata simile a quello di Damiano, che prevederebbe l’uscita dal lavoro a 60 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni se si decide di andare in pensione prima ma anche incentivi per chi invece decidere di rimanere oltre i 66 anni ma fino ai 70 anni. Qualsiasi cosa si pensi di realizzare, molto dipenderà dalla volontà reale del governo di intervenire, considerando che, se si volesse, quelle risorse mancanti potrebbero essere recuperate attraverso piani di tagli e ricalcolo contributivo che permetterebbero ulteriori interventi sempre per le pensioni.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il