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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: part time, quota 100, contributivo, Mini Pensioni tra INPS, tribunali, partiti

Proposte di uscita anticipata e flessibile per tutti, ipotesi, posizioni diversi partiti e cosa potrà davvero cambiare: più fattibile prestito pensionistico




Dopo la bocciatura dell’emendamento di Sel al Milleproroghe per la proroga, appunto al 31 dicembre 2016 dell’opzione contributivo donna, è stato ammesso, come ha annunciato il ministro Madia, il pensionamento a mille dei quattro mila interessati alla quota 96 della scuola. Tutti gli altri ne restano fuori e chiaramente questa novità ha scatenato da subito grandi proteste. Ma sono diversi i problemi ancora da discutere per interventi precisi sulla riforma pensioni Fornero per cui, come stanno confermando novità e ultime notizie, si susseguono diverse situazioni non proprio piacevoli e positive.

Tra i tanti interventi di modifica proposti, difficile venga approvata l’uscita a quota 100 (somma di età anagrafica e anzianità contributiva) di Cesare Damiano, se non attraverso un forte pressing da parte dei sindacati, della minoranza Pd e Sel, difficile anche l’estensione del sistema contributivo per tutti, mentre sarebbe già più fattibile approvare l’uscita anticipata con prestito pensionistico, o mini pensione, che non prevede l’impiego di ulteriori risorse, non modifica età e contributi richiesti dalla legge Fornero attuale, ed è sostenuta da tutti, compresa Forza Italia.

Nonostante bloccata, tra le modifiche migliori anche quella della staffetta generazionale con part time, piano di cui aveva parlato il presidente dell’Inps Boeri, che tanti vedono in maniera positiva e su cui hanno rilanciato la maggior parte dei partiti e anche Rizzetto del Movimento 5 Stelle. Da valutare poi le proposte avanzate dai sindacati che, oltre ai piani di uscita anticipata per tutti, puntano anche sulla necessità di aumentare le pensioni minime.

E ci sarebbe da valutare anche il caso di uscita con opzione contributivo donna, su cui, nonostante la bocciatura, potrebbe incalzare il governo, dall’esito decisamente incerto, ma con l’intervento dei giudici da considerare, vista la class action che il Comitato Opzione Donna ha avviato.

Il caso dell’opzione donna potrebbe infatti arrivare al Tar del Lazio con l’obiettivo di concedere alle donne lavoratrici, dipendenti e autonome, di andare in pensione a 57 o a 58 anni calcolando la pensione con sistema contributivo e fino alla fine del 2016. Il Comitato guidato da Daniella Maroni ha dato ufficialmente il via libera alla raccolta delle firme per la promozione del ricorso innanzi al Tar del Lazio contro l'Inps.

Per avviare il ricorso bisogna raggiungere un numero minimo di adesioni pari a 200 ricorrenti e il pagamento di un contributo di 300 euro. Il Comitato si è riproposto di raggiungere la soglia minima di adesioni e di depositare il ricorso collettivo entro il 31 marzo 2015 presso il Tar del Lazio e, una volta depositato il ricorso, il Tar dovrà fissare l'udienza d'ufficio in una data compresa tra il 90mo e il 120mo giorno dal deposito. Ciò significa che entro l’estate si potrà avere un responso ufficiale alla questione.

Ricordiamo, in questo quadro, poi che la Lega ha deciso di presentare ricorso sulla bocciatura del referendum abrogativo, giudicato inammissibile dalla Corte Costituzionale. Matteo Salvini e compagni non si arrendano e piuttosto che continuare a discutere di interventi, necessità di risorse e modifiche, puntano ancora ad abroghare del tutto la riforma pensioni Fornero, anche se sarà ancora una volta difficile che passi, ancora perchè, per gli stessi motivi della prima decisione, sarà reputata incostituzionale la sua eliminazione.

E poi perchè, come continua a ribadire il ministro dell'Economia Pado, si tratta pru sempre di una legge che al momento è l’unica capace di assicurare sostenibilità finanziaria all’Italia e che è riuscita a rendere il sistema pensionistico italiano tra i più forti d’Europa. E se sta risultando difficle intervenircni con modifiche, per correggere alcuni errori contenuti, figuriamoci eliminarla del tutto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il