Riportare il lavoro a tempo indeterminato come uno "stato normale". La sfida della Sinistra italiana

Si è aperta, al Senato, una grande opportunità di stabilizzazione nell'ambito della pubblica amministrazione e il programma dell'Unione comincia a trovare applicazione concreta



Sconfiggere il precariato, stabilizzare i lavoratori della pubblica amministrazione. Nelle maglie degli emendamenti alla Finanziaria 2007, la sinistra cosiddetta "radicale" ha condotto una battaglia importante (vedremo nei prossimi giorni con quali risultati) al fine di rispondere alle aspettative dell'elettorato dell'Unione. Recentissimamente è stato raggiunto un accordo di maggioranza al Senato (per iniziativa del gruppo Pdci-Verdi, prima firmataria la capogruppo Manuela Palermi) che prevede la costituzione di un fondo per la stabilizzazione dei lavoratori nella pubblica amministrazione centrale. Grazie a quell'intesa, finalmente, si raccolgono i primi frutti dell'impegno utile a valorizzare il lavoro "sicuro" e a dare un segnale contro quella precarietà che impedisce a centinaia di migliaia di persone e alle loro famiglie di arrivare alla quarta settimana del mese.

Bisognerà capire che cosa accadrà nell'aula di palazzo Madama, molto dipenderà da come si confronteranno le varie anime della coalizione (visto che le cronache dei giornali di oggi ci raccontano della "freddezza" del ministro Padoa Schioppa in merito al tema della stabilizzazione) in vista di un risultato definitivo. Per ora possiamo solo limitarci a ricordare qualche passaggio-chiave che ha condotto ad alimentare buone speranze: si cominciò alla Camera, e precisamente in Commissione Lavoro, con l'approvazione di alcuni emendamenti proposti dal presidente Pagliarini del Pdci: emendamenti che ponevano appunto al centro del confronto la condizione dei precari e dei contrattualizzati "a formazione e lavoro" della pubblica amministrazione. In Commissione Bilancio quelle proposte di modifica e integrazione non furono prese in considerazione, ma nel corso del passaggio in aula il segretario Pdci Diliberto le ripresentò, strappando (con un ordine del giorno) l'impegno del governo ad assumerne i contenuti. Poi la Finanziaria è approdata al Senato e arriviamo così ai giorni nostri.

L'accordo al Senato appare come un ottimo segnale; qualcuno dice addirittura che potrebbe essere il primo passo verso la svolta più significativa - all'insegna della valorizzazione del lavoro e della lotta al precariato - degli ultimi anni. Vedremo. Comunque sia (piaccia o non piaccia ai liberisti della coalizione) si è aperta una grande opportunità di stabilizzazione nell'ambito della pubblica amministrazione e il programma dell'Unione comincia a trovare applicazione concreta. Il fine ultimo è ambiziosissimo: riportare il lavoro a tempo indeterminato al rango di lavoro "normale". E' il fine obbligato per chi ritiene che un'occupazione stabile e sicura sia premessa indispensabile per lo sviluppo all'insegna dell'equità e della giustizia sociale.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il
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