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Investimenti febbraio-marzo 2015: azioni e obbligazioni. Consigli gestori su gestioni patrimoniali, fondi investimento, polizze

Ecco in che modo sono dirottati i risparmi della clientela private più ricca: meno titoli azionari e obbligazionari, più fondi.




Cambiano le tendenze nel mondo private dei più facoltosi: alla luce del calo del tassi di interessi, l'attenzione viene dirottata su polizze e gestioni ovvero più fondi e meno titoli obbligazionari e azionari. In qualche modo i più ricchi si stanno trasformando da risparmiatori a investitori. La strategia chiave per ottenere rendimenti maggiori è quella della diversificazione. Come spiegato dal CorrieEconomia, supplemento del lunedì del Corriere della Sera, il trend è di ridurre l'amministrato per far posto ai prodotti di risparmio gestito assicurativi.

E accanto a fondi e gestioni patrimoniali stanno imponendosi anche i prodotti assicurativi. Com'è composto il portafoglio dei clienti private? Secondo il CorrierEconomia che ha elaborato un'indagine su questo segmento di mercato in Italia di Aipb (Associazione italiana di private banking), il 20,9% da assicurazioni, il 14,2% da titolo di Stato, il 13,1% da obbligazioni bancarie, il 12,6% da fondi, il 12,5% da liquidità, il 12,4% da gestioni patrimoniali, il 7,7% da obbligazioni corporate, il 6,6% da azioni.

Per Paolo Molesini, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo private banking, "sono le gestioni patrimoniali, i prodotti più apprezzati dai clienti private, soprattutto quelli con capitali più consistenti, perché sono altamente personalizzabili. Nelle nostre, quando risulta efficiente ed efficace per il cliente, utilizziamo i fondi comuni, per investimenti tattici e puntare su asset class di nicchia".

Quali sono le motivazioni di mancata copertura assicurativa? Ritenere di poter far fronte a tale rischio in maniera autonoma; considerare le soluzioni proposte non adatte o troppo costose rispetto ai benefici offerti; la poca fiducia nelle assicurazioni; la mancata proposizione di prodotti assicurativi capaci di tutelare questo rischio.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il