BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: maggioranza Pd festeggiano un anno di lavoro. Modifiche e interventi realizzati

Dopo mesi di continue discussioni su previdenza e modifiche alla riforma pensioni Fornero ancora nulla di fatto: novità governo Renzi a un anno dall’insediamento




Manca solo qualche giorno al festeggiamento di un anno dall’insediamento del governo Renzi, insediamento che aveva caricato l’Italia di molte aspettative, a tutt’oggi molte rimaste deluse. Tra queste quelle che volevano interventi di modifica sulla riforma pensioni Fornero, che ha provocato casi sociali come esodati e quota 96 della scuola, e penalizzato, fortemente, diverse categorie di lavoratori, come usuranti e precoci, e che ancora però non è stata modificata. Nonostante le novità e ultime notizie tutt’’ora continuano a riportare ipotesi e proposte di intervento, annunci e dichiarazioni di forze politiche e sociali che intendono vagliare cambiamenti concreti, nel corso di quest’ultimo anno, dopo le tante critiche mosse al governo Letta che aveva fatto tanti annunci lasciando tutto incompiuto, lo stesso risultato è stato raggiunto dal governo Renzi.

Nessun intervento migliorativo sulle pensioni finora, nonostante si continui a discutere di piani di uscita anticipata e flessibile per tutti, da uscita a quota 100, prestito pensionistico o mini pensione, pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, staffetta generazionale e part time ed estensione del sistema contributivo per tutti; nessun piano di tagli approvato, come revisione delle baby pensioni e di pensioni integrative e di reversibilità, come aveva annunciato il premier Renzi prima della scorsa estate, modifiche che sarebbero state importanti per recuperare quelle risorse che mancano, da sempre, e che hanno portato infatti all’ennesima bocciatura della richiesta di proroga al 31 dicembre 2016 dell’opzione contributivo donna e a rimandare più volte la soluzione del caso dei quota 96.

A questo piano di tagli, ultimamente si è affiancato quello di ricalcolo contributivo proposto dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, di cui tanto si parla da settimane ma ancora molto vago. Per cambiare davvero le cose serve finalmente mettere in pratica una delle tante ipotesi finora presentate. Si tratterebbe di un modo del governo per far capire che almeno la volontà politica reale di correggere la legge Fornero c’è.

Ma con modifiche positive che riescano a rendere il sistema pensionistico attuale più flessibile ma anche più sostenibile, perché finora si è agito solo facendo nuovi errori, aumentando cioè l’aliquota di tassazione per gli iscritti alla gestione separata dell’Inps, come quella per chi decide di aprire una nuova Partita Iva, confermando il bonus di 80 euro in busta paga per i dipendenti pubblici senza accennare alla sua estensione, come aveva promesso Renzi sempre prima dell’estate, ai pensionati che percepiscono assegni pensionistici mensili davvero bassi, anche sotto i 500 euro al mese.

A distanza di un anno tutto è, dunque, ancora molto vago; tutto è rimasto esattamente com’era e per tutte le categorie di lavoratori; i requisiti di accesso alla pensione restano quelli fissati dalla riforma pensioni Fornero in vigore nel 2014 e che subiranno un cambiamento, vale a dire un nuovo scatto all’insù, dal primo gennaio 2016 quando l’età pensionabile salirà di quattro mesi passando dai 66 anni e tre mesi richiesti oggi ai 66 anni e sette mesi; e anche gli annunci sono rimasti gli stessi.

Ne è un esempio il ministro del Lavoro Poletti che annunciava una revisione della riforma previdenziale e una soluzione strutturale per tutti, che avrebbe dovuto risolvere anche definitivamente il caso esodati, e che a distanza di un anno continua ad annunciare questo piano di revisione delle pensioni, ancora però non concretizzandolo. Nel bel mezzo delle discussioni e dei provvedimenti, infatti, è sempre stato proprio il ministro Poletti, dopo tante dichiarazioni, a calare nel più assoluto silenzio.

E in questa situazione sembra che l’unico coerente e che sta perseguendo il suo obiettivo è il ministro dell’Economia Padoan che si è sempre detto contrario a interventi sulle pensioni sin dall’anno scorso e che oggi, a distanza di un anno, continua a spiegare sia meglio lasciare la legge Fornero esattamente così com’è.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il