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Pensioni donne, anzianità, precoci riforma Governo Renzi: novità fatte poco e con errori e abolite da Giustizia ordinaria

Nessuna novità pensioni concreta dopo mille annunci e dichiarazioni ma solo interventi negativi: situazione e cosa bisognerebbe fare. Le novità




A quasi un anno di distanza dall’insediamento del governo Renzi che aveva promesso grandi cose per quanto riguarda le correzioni alla riforma pensioni Fornero, non è stato in realtà fatto nulla di concreto e, anzi, gli interventi finora arrivati sono stati decisamente peggiorativi. Senza considerare che le novità e ultime notizie riportano una situazione di grande confusione che invece di migliorare, con la definizione di interventi ad hoc e necessari, peggiora, tra proposte e annunci che si susseguono ma che restano solo parole, conferme da parte del Mef e del ministro del Lavoro Poletti di mancanza di risorse necessari per le modifiche allo studio, e novità negative.

La prima è quella della notizia della bocciatura dell’emendamento presentato da Sel al Milleproroghe per spostare al 31 dicembre 2016 la possibilità di pensionamento con opzione contributivo donna, che cancella quindi questa possibilità; la seconda è lo stop alla staffetta generazionale, che invece viene richiesta da tutti e che inciderebbe anche sul rilancio occupazionale dei più giovani; e la terza quella dell’annuncio del pensionamento per mille dei 4mila interessati alla quota 96 della scuola, e mentre gli altri ne resterebbero fuori, perché mancano appunto le risorse per permettere il congedo a tutti.

A queste decisioni negative si affianca l’aumento dell’aliquota Inps per i contribuenti iscritti alla Gestione Separata, liberi professionisti e autonomi che non hanno una Cassa di riferimento, salita dal 27 al33%, e ingiustizie del nuovo Isee, in riferimento alle pensioni di invalidità, sui però è intervenuto il Tar del Lazio che ha dichiarato illegittimo l'inserimento ai fini del calcolo Isee delle pensioni di disabilità, delle indennità di accompagnamento, e dei contributi assistenziali.

Nulla invece sulle richieste avanzate da forze politiche e sociali sulle proposte di uscita anticipata e flessibile, come uscita a quota 100, sistema contributivo per tutti, pensione a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, prestito pensionistico, ipotesi che servono per garantire il prepensionamento ai lavoratori più anziani e che rilancerebbero occupazione ed economia, ma di cui ancora non si parla in termini reali.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il