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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: staffetta, Mini pensione, quota 100 proseguono in Parlamento lavori e all'esterno

Ancora in discussione sistemi di uscita anticipata e flessibile per tutti non solo: nuovi appuntamenti su riforma pensioni e possibili novità




I sindacati nel’incontro con il governo Renzi la scorsa settimana hanno avanzato le loro proposte di modifica alla riforma pensioni Fornero, dalla possibilità di uscite anticipate per tutti, alla necessità di aumentare le pensioni minimi, a una nuova diminuzione delle aliquote contributive Inps per gli iscritti alla gestione separata, all’estensione del bonus di 80 per coloro che guadagnano fino a 40mila euro anni: intanto, è stato bocciato del’emendamento di Sel al Milleproroghe che chiedeva lo slittamento al 31 dicembre 2016 della possibilità di pensione anticipata con l’opzione contributivo donna e anche la staffetta generazionale ha subito un primo stop.

Le proposte di uscita a quota 100, spinta da Cesare Damiano, ma non solo potranno essere riportate in discussione, magari il 20 febbraio, quando è in programma il nuovo Consiglio dei Ministri in cui sarà presentato il nuovo decreto fiscale, o nel prossimo decreto Milleproroghe, com’era stato del resto già annunciato. Cesare Damiano intanto ha chiesto di aprire un nuovo tavolo di confronto per definire le possibilità di flessibilità in uscita e soluzioni per gli esodati e continua a puntare sulle due proposte di uscita a 62 anni di età e 35 di contributi con penalizzazione degli assegni pensionistici o di uscita a quota 100.

Proposte, come ha spiegato Damiano, che hanno l’obiettivo di “ristabilire un meccanismo di gradualità semplice da comprendere per i lavoratori come accadeva con le quote della pensione di anzianità sino al 2011. In questo contesto le nostre due proposte sostenute dai dem appaiono strutturali, robuste e solide”. Ma Damiano dice anche che “Deve comunque restare ferma la possibilità di accedere alla pensione, indipendentemente dall’età anagrafica, con 41 anni di contributi (sia per uomini che per donne) per tutti e senza l’applicazione di penalizzazioni, perchè chi ha lavorato una vita intera non deve vedersi ridursi l’assegno”.

Ma in discussione anche prestito pensionistico o mini pensione, al momento considerata tra le più fattibili come  modifica, visto che non toccherebbe età e contributi previsti dalla legge Fornero. Intanto, il Comitato Opzione Donna ha deciso di avviare una Class Action contro l’Inps soprattutto dopo la bocciatura del nuovo emendamento di Sel e si è tornato a parlare di introduzione del contributo di solidarietà sulle pensioni più ricche con il ricalcolo contributivo del nuovo presidente dell’Inps Tito Boeri.

L’obiettivo è quello di applicare un prelievo, con aliquote progressive, sulle pensioni d’oro in modo da ristabilire equità del sistema pensionistico italiano, oggi decisamente troppo ricco di ingiustizie, e di recuperare risorse che, secondo le stime di Boeri, potrebbero essere di pari a 4 miliardi di euro da utilizzare poi sempre per nuovi interventi pensionistici. A sostegno di questo contributivo con aliquote progressive anche il Movimento 5 Stelle.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il