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Crack Volare, Gdf arresta sei ex-manager, 50 avvisi garanzia

Gli uomini della Guardia di Finanza di Varese hanno eseguito stamattina sei ordinanze di custodia cautelare, delle quali tre ai domiciliari, nei confronti di ex- manager del gruppo Volare nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento da 500 milio



Gli uomini della Guardia di Finanza di Varese hanno eseguito stamattina sei ordinanze di custodia cautelare, delle quali tre ai domiciliari, nei confronti di ex- manager del gruppo Volare nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento da 500 milioni di euro della compagnia aerea low-cost.

Lo riferisce la Guardia di Finanza di Varese.

"Le accuse a vario titolo sono di falso in bilancio, bancarotta fraudolenta, bancarotta preferenziale, riciclaggio in relazione alla distrazione di rilevanti somme. L'entità del dissesto è stato stimata in 500 milioni di euro"", ha detto a Reuters il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Varese, colonnello Marcello Ravaioli.

Sono stati notificati anche 50 avvisi di garanzia ed eseguite numerose perquisizioni nei confronti di "soggetti che hanno rivestito cariche dirigenziali nella gestione e nel controllo delle imprese del gruppo Volare", si legge in una nota diffusa dalla Gdf.

Due delle tre persone agli arresti in carcere sono Gino Zoccai, fondatore ed ex presidente di Volare e Giuliano Martinelli, ex componente del Cda dell'azienda.

Fra i tre indagati agli arresti domiciliari c'è Mauro Gambaro, ex direttore generale di Interbanca, ultimo presidente di Volare prima del fallimento. Gambaro è anche amministratore delegato e direttore generale dell'Inter.

La società nerazzurra ha ribadito in una nota sul suo sito web "la stima più completa nei confronti di Mauro Gambaro, nel convincimento che al più presto sarà fatta chiarezza su fatti che riguardano la sua precedente esperienza professionale".

Il gip di Busto Arsizio Adet Toni Novik ha anche disposto l'obbligo di dimora e il divieto di espatrio nei confronti di sei indagati.

Le indagini delle Fiamme Gialle - che hanno visto impegnati 100 uomini sotto la direzione del procuratore capo della Repubblica di Busto Arsizio (Varese) Antonio Pizzi e del sostituto procuratore Roberto Craveia - hanno preso avvio da una relazione della società di revisione Kpmg, ricorda la nota.

Inizialmente erano state rivolte all'accertamento di ipotesi di appropriazione indebita aggravata e falso in bilancio. Successivamente alla dichiarazione dello stato di insolvenza da parte del tribunale di Busto Arsizio, l'indagine si è concentrata sull'ipotesi di più gravi violazioni alla legge fallimentare, presumibilmente commesse negli anni 2001-2004.

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