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Partita Iva 2015: aliquote, contributi, tassazione ordinario e nuovo regime minimi. Misure e novità Governo Renzi ufficiali

Attraverso un emendamento del decreto Milleproroghe, il Governo, sta lavorando alla nuova normativa in materia di regime forfettario dei titolari di partita IVA e del vecchio regime dei minimi.




I possibili cambiamenti riguardano aliquote, contributi ed anche la tassazione delle partite IVA. Per quanto riguarda l'aliquota d'imposta la discussione sarebbe anche accesa. Questo principalmente perché il Governo vorrebbe evitare di introdurre sconvolgimenti burocratici nel corso del periodo fiscale.

Quindi si potrebbe optare per introdurre i cambiamenti nel prossimo anno. Una delle direzioni percorribili sarebbe quella dell'abbassare l'attuale aliquota fissata al 15% e portarla al 10% della base imponibile. Probabilmente per il 2015 verrà lasciata la scelta di optare tra il nuovo testo normativo e il vecchio regime dei minimi che prevede una tassazione del 5%.

Dal punto di vista contributivo, questo periodo di imposta, potrebbe essere un vero problema per i titolari di partite IVA. Infatti, con normative precedenti alla legge di Stabilità, è stata aumentata l'aaliquota contributiva, con un sistema progressivo che la porterà quasi al 34% nel 2018.

Per ovviare agli evidenti problemi economici derivanti da tale aumento, il Governo potrebbe applicare anche in questo caso una proroga. Con tale provvedimento si potrebbe applicare l'aliquota contributiva dello scorso anno, fissata al 27,72%, con il principale scopo di alleggerire la pressione fiscale dei lavoratori.

Con il nuovo regime forfettario, inoltre, è stata eliminata la soglia di età che era presente nel vecchio modello, fissata a 35 anni. Inoltre, è stata modificata la soglia limite di reddito che prima era fissata nella misura di 30 mila euro annui.

Con il nuovo regime vengono differenziate le partite IVA in base all'attività svolta. La soglia per i commercianti è stata fissata a 40 mila euro annui, mentre per i professionisti il limite è di 15 mila. Quest'ultima soglia è però suscettibile, probabilmente, di un aumento a 20 mila euro, essendo molti professionisti ricompresi in questa fascia.

Anche il regime dei minimi è nel mirino della revisione da parte del Consiglio dei Ministri, e potrebbe finire concludersi con una proroga. Le associazioni di lavoratori autonomi, infatti, si sono molto lamentate per l'aumento dell'imposta dal 5% al 15% previsto per queste tipologie di partite IVA.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il