BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: uscita anticipata e flessibile. Prospettive e interventi in continua evoluzione

Si tornerà a discutere il prossimo 2015 di novità pensioni e sistemi di uscita anticipata e flessibile per tutti: la nuova proposta e altri interventi possibili




Solo pochi mesi fa, sul finire dello scorso 2014, si vociferava che i primi mesi del 2015 sarebbero stati quelli in cui governo avrebbe ripreso le discussioni sulle modifiche alla riforma pensioni, tra novità da valutare e proposte da realizzare. Ma le ultime notizie sono decisamente diverse dalle aspettative: nessuna propsettiva, al momento positiva, per quanto riguarda l'attuazione di quei sistemi di uscita anticipata che potrebbero permettere a tutti i lavoratori di lasciare il lavoro prima (a fronte di penalizzazioni) e introdurre elementi di flessibilità al sistema pensionistico attuale come richiesto, del resto, da mesi da forze politiche e sociali. 

Critiche, anzi sull'uscita a quota 100 o con 62 anni di età e 35 anni di contributi e penalizzazioni e incentivi di Cesare Damiano, al sistema contributivo per tutti accettando di percepire un assegno finale ridotto, bocciata la possibilità di proroga dell'opzione contributivo donna, bloccata anche la proposta di staffetta generazionale e uno spiraglio al momento resta aperto solo per il prestito pensionistico, o mini pensione, che, come spiegato non richiederebbe l'impiego di ulteriori risorse, considerando che l'Italia non ne ha a disposizione, nè modificherebbe età e contributi di quella riforma pensioni Fornero tanto sostenuta dal ministro dell'Economia Padoan per la sostenibilità finanziaria che garantisce alla nostra Italia e che ha permesso al nostro sistema pensionistico di imporsi tra i più forti d'Europa.

E' facile, dunque, capire come le buone aspettative che si erano prospettate all'inizio dell'anno stanno pian piano mutando, anche a causa delle condizioni generali dell'Italia e del fatto che il governo si sta concentrando su altre questioni che, come confermato dal ministro Madia, ritiene prioritarie, dalla riforma Costituzionale, alla riforma del Lavoro, anche se le pensioni sarebbero da guardare con attenzione particolare visto che riguardano direttamente la vita quotidiana di tutti i cittadini, tra lavoratori e pensionati.

Nulla si è al momento concluso ancora nemmeno per quanto riguarda i quota 96 della scuola, per cui sarebbe stata definita una prima salvaguardia ma solo per mille dei quattro mila interessati alla questione. Per gli altri, come spiegato la Madia, non vi sarebbero risorse.

Silenzio anche sul quel decreto previdenzialeannunciato dal premier Renzi che dovrebbe contenere tagli e interventi peggiorativi, tra revisione delle baby pensioni, pensioni integrative, di reversibilità e invalidità, che insieme al piano di ricalcolo contributivo per coloro che percepiscono ricche pensioni d'oro calcolate in parte con vecchio sistema retributivo proposto dal nuovo presidente Inps Boeri, dovrebbero permettere di accumulare nuovi risparmi necessari per interventi sulle pensioni.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il