Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: quota 100, contributivo, prestito. Le indicazioni dalla riforma lavoro approvata

Domani, venerdì 20 febbraio, sarà un giorno importante per la riforma del lavoro: conseguenze su riforma pensioni e possibili novità. Ultime notizie

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Domani, venerdì 20 febbraio, sarà un giorno importante per la riforma del lavoro: dovrebbero infatti essere approvati i decreti attuativi sul contratto unico a tutele crescenti nonché quello sui nuovi ammortizzatori sociali. Ma nulla in merito alle pensioni che, invece, sarebbero molto importanti per aumentare l'occupazione soprattutto giovanile e per aumentare il turno over la produttività. La riforma del lavoro e la riforma delle pensioni sarebbero dovute andare di pari passo, puntando anche su quei sistemi di uscita anticipata e flessibile per tutti che, insieme al prepensionamento per i lavoratori più anziani, avrebbero permesso, appunto, il rilancio dell’occupazione.

Andando in pensione qualche anno prima del raggiungimento dei requisiti pensionistici richiesti dalla riforma pensioni Fornero, si lascerebbero liberi posti di lavoro in cui impiegare i giovani oggi disoccupati, dando nuova spinta ad un mercato del lavoro decisamente al collasso nel nostro Paese. Ma nulla di tutto questo viene previsto nella riforma del lavoro in discussione domani e si tratta di una ‘mancanza’ decisamente cruciale perché toglie stimoli alla pinta al lavoro stesso.

L’unica speranza è che dopo la giornata di domani si possa pensare ad un terzo decreto attuativo che riguarddi, invece, quella proposta di staffetta generazionale e part time per permettere appunto un turn over lavorativo. Cosa che si spera ma che non è poi così semplice accada, considerando che, innanzitutto, la proposta di staffetta generazionale presentata in Parlamento è già stata bloccata e che nelle intenzioni del governo ci sarebbe già un decreto previdenziale da definire e presentare, quanto meno secondo gli annunci del premier Renzi.

Si tratterebbe infatti di quel piano di modifiche di baby pensioni, pensioni integrative e di reversibilità di cui parla ormai da mesi ma ancora ben lontano dal vedere la luce, visti i lavori in stallo in tal senso. Tutto fermo forse a causa di quella mancanza di soldi necessari, confermata da Mef e ministro del Lavoro Poletti, stesso motivo per cui sono stati bloccati i nuovi ammortizzatori sociali. Sembra, dunque, che nulla si potrà fare fino a quando non si procederà davvero a meccanismi che permettono di recuperare nuove risorse, tra cui quel ricalcolo contributivo proposto dal presidente dell’Inps Boeri e che prevede l’applicazione di contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro, presumibilmente dai 3mila euro in su.
 

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di Marianna Quatraro pubblicato il