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Pensioni,indennità disoccupazione,nuovi contratti riforma lavoro Consiglio Ministri,amnistia,quota 96,indulto: novità oggi sabato

Si prospettano giorni e settimane ricche di impegni per il governo Renzi ancora alle prese con questioni cruciali ancora aperte ma da risolvere. Le novità




Si prospettano giorni e settimane ricche di impegni per il governo Renzi alle prese con il nuovo CdM di domani, con la discussione del Milleproroghe e di altre questioni cruciali ancora aperte. Vediamo quali sono e le situazioni.

Pensioni e quota 96: Sembra al momento in stallo la discussione sulla riforma pensioni e la confermata mancanza di risorse economiche da parte di Mef e ministro del Lavoro Poletti, qualche giorno fa, ha aperto scenari decisamente poco positivi. Mesi dunque da parte per il momento i sistemi di uscita anticipata che garantire maggiore flessibilità a tutti e ancora in via di definizioni quei tagli, tra ricalcolo contributivo per tutti e modifiche a pensioni di invalidità, reversibilità e baby pensioni, che garantirebbero nuovi risparmi per poter successivamente intervenire sulle pensioni stesse. Unici piani da considerare al momento vista la mancanza di soldi, motivo per cui è stata nuovamente bloccata la soluzione per i quota 96 della scuola. Solo mille dei 4mila appartenenti alla quota 96 sembrano poter ricevere una salvaguardia. Per gli altri ancora lunga attesa. Ma docenti e personale Ata non ci stanno.

Indulto e amnistia: Continua ad essere grave la situazione di sovraffollamento carcerario, come continua a denunciare il Sappe, e nonostante le smentite da parte del ministro della Giustizia Orlando che invece spiega come l’emergenza di qualche mese fa si stia in realtà risolvendo, grazie soprattutto alle misure del decreto svuota carceri 2014. Eppure le condizioni di vita ancora drammatiche nelle celle delle strutture penitenziarie italiane sono confermate dall’ennesimo episodio increscioso che si è verificato. Un detenuto romeno di 39 anni si è tolto la vita nel carcere milanese di Opera e alcuni agenti di Polizia penitenziaria, come confermano fonti sindacali, hanno dato vita a commenti raccapriccianti, come ‘Uno di meno’, ‘Meno uno’, ‘Un romeno in meno’, parole umanamente da condannare per il cinismo e l’indifferenza che esprimono ma che rappresentano ben chiaramente la tragicità della situazione.

Nuovi contratti: “Pensiamo di fare una operazione che blocca la possibilità di fare nuove collaborazioni a progetto e su quelle che ci sono bisogna cercare di trovare una modalità di gestione della transizione” queste le dichiarazioni del ministro del Lavoro Poletti che riassumono gli obiettivi del governo Renzi per quanto riguarda le novità della riforma del lavoro. Si attende per domani, in CdM, il decreto attuativo per il via al contratto di lavoro unico a tempo indeterminato a tutele crescenti che prevede sgravi contributivi per i datori di lavoro per tre anni; ma si attendono anche anche su apprendistato per i giovani tra i 15 e i 29 anni, e contratti a termine, che dovrebbero avere durata massima di 36 mesi, e la cancellazione di tutte le forme di collaborazione a progetto.

Indennità di disoccupazione: Sempre per domani 20 febbraio si attendono conferme sui nuovi ammortizzatori sociali, non più così sicuri come era stato annunciato in occasione delle nuove misure del Jobs Act. Il problema deriva dal fatto che per finanziare i nuovi sussidi di disoccupazione Asdi, nuovo assegno di disoccupazione, Dis-Coll (l’indennità per gli ex co.co,co) e nuova Naspi, che dal prossimo primo maggio dovrebbe arrivare a sostituire l’Aspi, il governo ha stanziato 2,2 miliardi di euro per il 2015 e 2016 e 2 miliardi per il 2017, risorse per cui servirebbe una clausola di salvaguardia per assicurare l’erogazione del sussidio anche in caso di esaurimento delle risorse. Le risorse stanziate sono state calcolate su una stima di una platea di lavoratori che potrebbero richiedere sussidi di disoccupazione, ma i numeri potrebbero superare le aspettative ed anche in quel caso bisognerà farsi trovare pronti per garantire a tutti accesso all’ammortizzatore richiesto.

Consiglio dei Ministri venerdì 20 febbraio 2015: novità e misure ufficiali nuovo Consiglio dei Ministri. Domani 20 febbraio in discussione in CdM i provvedimenti del Jobs act e i decreti attuativi su nuovi contratti di lavoro e ammortizzatori sociali, ma anche nuove decisioni sul nuove regime dei minimi, che prevede un’aliquota di tassazione al 15% per compensi tra i 15mila e i 40mila euro e non ha limiti temporali. La proposta è di tornare al vecchio regime che prevedeva un’aliquota al 5% per compensi fino a 30mila euro per tutti, da prorogare almeno fino al prossimo 2016. Tra le altre misure, riforma del catasto, fatturazione elettronica obbligatoria a partire dal 2017, via allo scontrino digitale, nuovi assegni di maternità per le donne lavoratici autonome con Partita Iva, novità sul diritto di recesso.

Milleproroghe 2015: novità e misure ufficiali. Entro il 3 marzo si prepara a ricevere il voto in Senato il nuovo decreto Milleproroghe. Tra le misure contenute nuova proroga della rateazione di Equitalia; proroga fino al 2017 di agevolazioni e benefici per i sindaci che contribuiranno alla lotta all'evasione fiscale;  prorogata al 31 dicembre 2016 l’entrata in vigore delle norme che disciplinano i requisiti per il trasferimento della titolarità delle farmacie e fino ad allora l’unico requisito richiesto è l'iscrizione all'albo dei farmacisti. Prevista una nuova proroga al 30 luglio 2015 per il termine entro cui gli enti locali interessati potranno chiedere il mantenimento degli uffici dei giudici di Pace di cui era stata chiesta la chiusura; prorogata al 2017 la riforma dell'esame di abilitazione per l'iscrizione all'Ordine nazionale degli avvocati; prevista anche una proroga di quattro mesi per l'emergenza sfratti.
 
Partita iva ordinaria e nuovi minimi dal 5% al 15% regime 2015. Sarà in discussione domani in Consiglio dei Ministri il nuovo regime dei minimi. Considerando le polemiche scatenate dalle nuove norme contenute nella Legge di Stabilità 2015, il governo Renzi ha annunciato un dietrofront per cui è possibile che il nuovo regime dei minimi venga rimandato al prossimo 2016 e che per quest’anno ancora resterà in vigore il vecchio. Decisamente diverse le impostazioni: il vecchio regime dei minimi prevedeva un’aliquota l 5% per ricavi fino a 30mila euro per tutti e un limite temporale di cinque anni o entro il 35esimo anno di età. Il nuovo prevede invece un’aliquota al 15% per ricavi tra i 15 e i 40mila euro e non prevede alcun limite temporale o soglia anagrafica. L’ipotesi di modifica è quella di mantenere il vecchio regime, per cui quest’anno potrebbero i due regimi e i titolari di partita Iva che guadagnano fino a 30mila euro potrebbero decidere se aderire al vecchio o al nuovo regime agevolato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il