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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: nuovi interventi nel giro di pochi giorni da OCSE ancora indicati

L'Ocse promuove il percorso delle riforme avviato in Italia e prevede una crescita del 6% del Prodotto interno lordo in 10 anni.




L'Ocse ha diffuso ieri la sua indagine economica sull'Italia. Si tratta di rilevazioni che aiutano a capire quale direzione possa prendere la riforma pensioni Renzi. Stando infatti alle ultime notizie e alle novità diffuse dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nel 2015 l'Italia dovrebbe crescere dello 0,6% rispetto allo 0,4% previsto. Si tratta di un'ipotesi che strappa dunque un primo timido sorriso sul rilancio delle riforme in questo Paese. Più in generale è l'intero rapporto, presentato dal segretario generale Angel Gurrìa, che corregge al rialzo alcune previsioni sull'andamento economico dell'Italia.

In questo contesto, la riforma del mercato del lavoro viene definita una "priorità assoluta": possibile un +6% di Prodotto intero lordo nei prossimi 10 anni. A differenza di pochi giorni fa in cui aveva auspicato l'aumento degli assegni minimi, questa volta l'Ocse non fa alcun riferimento diretto alla questione delle pensioni, ma inquadra i dati nell'ambito dell'intero sistema del welfare italiano. Per il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, alle prese con ristrettezze di bilancio, "bisogna distinguere tra urgenza, data dal fatto che dopo tre anni di recessione le banche hanno accumulato molte sofferenze, ed emergenza che non c'è perché le banche italiane sono perfettamente in grado di gestire il credito senza problemi".

La partita della riforma pensioni in Italia si gioca dunque anche a livello europeo. Il prossimo presidente dell'Inps, l'economista Tito Boeri, suggerisce di introdurre un contributo di equità a carico degli assegni più ricchi. Ma c'è chi, come ItaliaOggi, suggerisce di inviare all'Eurostat e all'Istat i dati della previdenza separati da quelli dell'assistenza, e di convincere "il governo e le amministrazioni pubbliche a pagare i contributi previdenziali, come la legge impone a imprese e lavoratori privati".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il