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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità Governo Renzi: riforma, novità questa settimana con Poletti e altri interventi autorevoli

Ancora piuttosto incerta la discussione sulla riforma pensioni: c’è la volontà politica ma ancora diversi ostacoli da superare. Situazione attuale




A distanza di quasi un anno preciso dall’insediamento del governo Renzi e nonostante i tanti annunci e le tante promesse che si sono susseguite, nulla sembra essere ancora cambiato in merito alla riforma pensioni Fornero e le novità e ultime notizie non prospettano ancora nulla di positivo. Subito dopo i decreti attuativi del Jobs Act su ammortizzatori sociali e contratti a tutele crescenti, l’auspicio è che il govenro finalmente si concentri sulla riforma pensioni Fornero, tra modifiche per garantire uscite anticipate e flessibili a tutti, ma anche con aumenti per le pensioni più basse.

Dopo le novità contenute Legge di Stabilità 2015 sugli aumenti delle tassazioni su fondi pensioni e casse previdenziali private, compensati però da sgravi fiscali sugli investimenti degli enti previdenziali, per il prossimo mese di marzo Concetta Ferrari, direttore generale per le Politiche previdenziali e assicurative del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dovrebbe chiarire la posizione del ministero sulla tipologia delle prestazioni nel settore previdenziale ed assistenziale.

Intanto il ministro del Lavoro Poletti dovrebbe avviare un nuovo tavolo di confronto sulla questione previdenziale ma anche per una riforma della governance Inps, su cui sta già lavorando il presidente dell’Inps, Tito Boeri. Forze politiche e sociali sono tutte infatti d’accordo sull’applicare correzioni alla legge Fornero, il problema è la mancanza di risorse economiche necessarie; è la contrarietà del ministro dell’Economia Padoan che continua a difendere la riforma Fornero, grazie ai risparmi che garantisce e alla sostenibilità finanziaria che assicura all’Italia; è l’Ue, che ancora fa capire sia meglio non toccare la legge pensionistica oggi in vigore.

Eppure cambiarla è sempre più necessario e non solo per garantire prepensionamenti, attraverso piani di uscita anticipata con quota 100, o con prestito pensionistico, pensione a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, o estensione del sistema contributivo o con staffetta generazionale e part time, che pur se ritenuta una delle soluzioni migliori perché non modifica età e contributi richiesti dalla legge Fornero, esattamente come il prestito pensionistico, è stata comunque bloccata, ma anche per rilanciare l’occupazione. Permettere infatti una maggiore flessibilità in uscita significherebbe liberare nuovi posti di lavoro, quelli occupati dai lavoratori più anziani, per impiegare nuovi giovani. E di questo sono ben consapevoli i nostri ministri, che però sembrano avere le mani legate.

Questo impulso al mercato del lavoro potrebbe tradursi in una spinta alla ripresa economica in generale. Ma ancora si temporeggia, così come è stata rimandata la soluzione per i quota 96 della scuola. In realtà, qualche giorno fa è stata comunicata la disponibilità di una salvaguardia ma solo per mille dei 4mila interessati al caso, cosa che chiaramente ha suscitato ennesime polemiche e discussioni, acuite dalle dichiarazioni del ministro Madia che ha spiegato come bisognerà attendere ancora, magari il reperimento di nuove risorse, perché questa questione non è al momento proprietaria per il governo Renzi.

La novità pensioni della settimana riguarda la nomina di Antonello Crudo nuovo direttore generale dell'Inps, novità che dovrebbe dare nuova spinta al via a quella riforma della governance Inps annunciata dal presidente Boeri ma non solo. Al vaglio anche l'avvio del cosiddetto bonus bebè, per il quale tocca all’Inps raccogliere le domande dei genitori interessati (per i figli nati o adottati tra il primo gennaio di quest'anno e il 31 dicembre 2017), l’erogazione dell’anticipo del Tfr in busta paga, al piano di tagli alle pensioni d'oro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il