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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità interventi positivi sono tutti non stabili con limiti di tempo

Nessun intervento alla riforma pensioni Fornero tra quelli che erano stati richiesti ma solo piccoli cambiamenti e poco importanti: cosa serve davvero al sistema pensionistico italiano




Un emendamento alla nuova Legge di Stabilità cancella le penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima ma solo in riferimento agli assegni liquidati dal primo gennaio 2015 e in vigore come misura sperimentale solo fino al 2017; dietrofront sul nuovo regime dei minimi, per cui ancora e soltanto per quest’anno, si potrà scegliere se aderire al vecchio o al nuovo regime dei minimi, scegliendo quindi tra aliquota al 5% o al 15%; bloccato anche l’aumento dell’aliquota contributiva per gli iscritti alla gestione separata dell’Inps, ma nulla ancora su questione esodati, nessuna soluzione definitiva per i quota 96 della scuola, nessuna novità per l’approvazione dei piani di uscita anticipata e flessibile per tutti, nessuna soluzione strutturale pensionistica come annunciato dal ministro del Lavoro Poletti già la scorsa estate, né tanto nulla sul decreto previdenziale che era stato invece annunciato dal premier sempre prima dell’estate.

Mancano gli interventi concreti che avrebbero dovuto essere attuati sulla riforma pensioni Fornero, mancano quegli aumenti alle pensioni minime promessi dal premier Renzi al momento del suo insediamento, manca la flessibilità da tutti auspicata e quei tagli che avrebbero già dovuto rendere il sistema previdenziale italiano più equo.

Certo, se ne sta ancora parlando ma, traendo le conclusioni dopo un anno di lavoro del governo Renzi, ci si rende conto di come sia mancato anche a questo governo ancora il coraggio di intervenire su una legge Fornero che, seppur rigida, è l’unica che è riuscita a garantire sostenibilità economica all’Italia in questo momento di forte crisi.

E l’attesa cresce per capire come il governo avrà intenzione di agire. Le speranze si concentrano su quella nomina di Tito Boeri presidente dell’Inps che punta a rinnovare l’intera governance dell’Istituto, che punta al ricalcolo contributivo per tutti in modo da cancellare le ingiustizie esistenti e da accumulare nuovi risparmi necessari per l’applicazione di ulteriori interventi sulle pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il