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Riforma Lavoro 2015 Governo Renzi: nuovi contratti, assegno, indennità disoccupazioni. Per chi, come e quando. Novità ufficiali

Le novità della riforma del Lavoro approvate nel Consiglio dei Ministri di ieri: nuovi contratti a tutele crescenti, addio alle collaborazioni co.co.pro e altre misure




Il Consiglio dei Ministri di ieri, venerdì 20 febbraio, ha approvato il decreto attuativo del Jobs act sul contratto a tutele crescenti, nel quale sono compresi anche i licenziamenti collettivi, e sui nuovi ammortizzatori sociali cambiando di fatto le regole del lavoro in Italia. Dal 2016, inoltre, saranno abolite le forme contrattuali co.co.pro. Il premier Renzi ha commentato “E’ stato un giorno atteso da molti anni per una parte degli italiani, ma soprattutto atteso da un'intera generazione che ha visto la politica fare la guerra ai precari ma non al precariato. La nuova generazione vede riconosciuto il proprio diritto ad avere tutele maggiori. Noi rottamiamo un certo modello di diritto del lavoro e l'art. 18, i cococo ed i cocopro”.

Via libera, dunque, al tanto atteso contratto a tutela crescente che prevede la possibilità di assumere a tempo indeterminato con sgravi contributivi per le aziende per i primi tre anni. Questo tipo di assunzione non prevede i vincoli all'articolo 18 né possibilità di reintegro del lavoratore, che avrà un indennizzo economico crescente in base all’anzianità di servizio maturata. Il reintegro sarà, invece, possibile solo in caso di licenziamento discriminatorio o disciplinare per il quale venga provata l’insussistenza del fatto materiale contestato.

Tra le altre novità della riforma del lavoro, il ministro del Poletti ha confermato “Abbiamo introdotto il contratto di ricollocazione: un voucher con quale ci si rivolge all'agenzia per trovare un nuovo posto di lavoro. I contratti a termine e il lavoro a chiamata non cambieranno. Vengono inoltre eliminati il lavoro ripartito e le associazioni in partecipazione”. Previste, inoltre, in un secondo momento nuove norme sulla maternità, da estendere anche alle lavoratrici autonome con Partita Iva e per cui il periodo di tempo dei permessi parentali sarà esteso da 3 anni a 6 anni.

Poletti ha anche precisato: “Abbiamo equiparato maternità e paternità con le adozioni o gli affidi perché riteniamo che quella famiglia ha gli stessi diritti”. Per quanto riguarda il congedo parentale facoltativo, sarà pagato il 30% dello stipendio, e si potrà ricevere fino a sei anni di vita del bambino, invece dei tre attualmente previsti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il