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Partita Iva 2015 ordinaria e regime dei minimi vecchio e nuovo: tassazione, condizioni, aliquote, scaglioni. Novità settimana

Torna il vecchio regime dei minimi ma solo per il 2015: convivono per quest’anno vecchio e nuovo regime. Aliquote contributive Inps bloccate. Le novità




Dopo settimane di indiscrezioni, la notizia è stata conferma: torna per tutto il 2015 la possibilità per chi apre una nuova Partita Iva di accedere al vecchio regime dei minimi con aliquota al 5% al posto di quello al 15% introdotto dalla legge di Stabilità. Si tratta di una possibilità che varrà solo per chi guadagna meno di 30mila euro e ha meno di 35 anni. E’ stato, dunque, confermato il dietrofront del governo sull’entrata in vigore del nuovo regime dei minimi a partire da quest’anno. La novità prevede dunque che per tutto il 2015 i due regimi, quello vecchio, che prevede una tassazione al 5% per compensi fino a 30 euro per tutti, con limite di adesione di 5 anni o fino al 35esimo anno di età, e quello nuovo, che prevede un’aliquota di tassazione al 15% per ricavi tra i 15mila e i 40mila euro senza alcun limite temporale o anagrafico, possano convivere.

Ciò significa che ognuno potrà scegliere quale regime scegliere, in base alle proprie esigenze e alla propria convenienza. Si tratta certamente di una decisione importante da parte del governo che fa chiaramente capire la volontà di andare incontro ai lavoratori, sostenendo nuove attività, anche se si tratta di un regime agevolato, quello vecchio, prorogato solo di un anno, per cui a partire dal primo gennaio 2016 cadrà di nuovo e varrà solo quello al 15%. La coesistenza tra i due regimi rischia, però, di creare confusione.

Anna Soru, presidente di Acta (Associazione consulenti terziario avanzato), ha commentato “C’è un cambio di attenzione nei nostri confronti, finalmente si sono accorti che esiste anche il nuovo lavoro autonomo. Ma l'’emendamento approvato vale solo per il 2015. Non vogliamo trovarci ogni anno a dover affrontare la stessa storia. La questione fiscale va rivista nel suo complesso, mentre per quanto riguarda la previdenza chiediamo uniformità di trattamento con le altre categorie. E c’è tutto un sistema di welfare da costruire”.

Novità anche per quanto riguarda gestione separata dell’Inps: è stata bloccata l’aliquota contributiva, che resta al 27,72%, ma salirà al 28% nel 2016 e al 29% nel 2017. Soddisfatte tutte le forze politiche, da Forza Italia alla Lega, a Ncd, al M5S, Sel, Scelta Civica, Pd.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il