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Pensioni donne, anzianità, precoci Governo Renzi: riforma, importanti annunci interventi seppur difficili. Novità della settimana

Si continua a discutere di riforma pensioni ed eventuali modifiche dentro e fuori dal Parlamento: situazione attuale, discussioni e prossimi appuntamenti importanti




Si continua a discutere di riforma pensioni ed eventuali modifiche, in Parlamento, dove è stata bloccata, presentata per la prima volta ufficialmente, la staffetta generazione; dove è stato bocciato l’emendamento di Sel che chiedeva la proroga al 31 dicembre 2016 dell’opzione contributivo donna, e fuori, tra forze politiche e incontri tra governo e sindacati. Erano attese, infatti, le proposte di modifica alla pensioni da parte dei sindacati, proposte che si sono concentrate essenzialmente su piani di uscita flessibile per tutti, sostegno all’adesione di fondi pensioni e aumenti delle pensioni minime attraverso l’estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati. Fondamentalmente sono stati riproposti interventi di cui già si discute da tempo ma questo conferma la necessità sempre più urgente dell’attuazione di questi cambiamenti.

E’ vero, come hanno confermato in settimana i tecnici del Tesoro e il ministro del Lavoro Poletti, che mancano i soldi necessari per realizzare gli interventi che si vorrebbero, ma è anche vero che se si volesse davvero agire, si potrebbe ricorrere al ricalcolo contributivo del presidente dell’Inps Boeri e ai piani di modifiche di pensioni di invalidità e reversibilità e di baby pensioni, proposti dal ministro Renzi,che garantirebbero nuovi risparmi da utilizzare poi per altri interventi sulle pensioni. Il problema è che probabilmente, nonostante ci sia la volontà, manca ancora il coraggio per agire.

Correggere la legge Fornero significherebbe mettere a rischio quegli 80 miliardi di euro di risparmi che questa riforma è in grado di assicurare fino al 2021, motivo per cui viene tanto difesa dal ministro dell’Economia Padoa e tutelata dall’Ue. In un momenti di forte crisi economica come quello che sta vivendo l’Italia una legge capace di garantire sostenibilità economica serve e non deve essere toccata. Eppure le modifiche al Jobs Act discusse nel CdM di ieri fanno sperare in nuovi interventi sulle pensioni. Per alcuni, riforma del lavoro e riforma pensioni dovrebbero andare di pari passo con l’obiettivo comune di rilanciare l’occupazione nel nostro Paese, e di conseguenza dare nuova spinta all’economia.

Lo stesso Renzi, che nel corso di questo anno quasi esatto di governo, ha spesso ribadito, direttamente e indirettamente, l’intenzione di intervenire con modifiche alla riforma Fornero, senza però stravolgerne completamente la struttura, parlando di nuova riforma del lavoro, ha spiegato che urgono interventi precisando che dopo i primi due decreti attuativi del Jobs act sui nuovi ammortizzatori sociali e sul nuovo contratto a tutele crescenti, il terzo decreto attuativo della legge delega sul lavoro “sarà un po’ più di sinistra”, con l’auspicio che tocchi le pensioni.

Importanti saranno anche gli esiti degli incontri che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, terrà con tutti i partiti politici, incontri già iniziati nel corso della settimana, e focalizzati sul tema riforma. E’ questo infatti l’argomento centrale che il neo presidente ha affrontato nel suo primo discorso alla Camere, ciò su cui si focalizzerà per un nuovo rilancio del Paese.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il