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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novità Mini pensione, quota 100, contributivo dopo primo anno di lavoro

Nessuna novità pensioni ad un anno dall’insediamento del governo Renzi: pochi cambiamenti e ancora molte discussioni. La situazione




Ad un anno dall’insediamento del governo Renzi, in tema di riforma pensioni, le discussioni sono ancora le stesse, vertono ancora sulle proposte di uscita anticipata, tra prestito pensionistico, uscita a quota 100, sistema contributivo per tutti, ma anche nuova staffetta generazionale e part time. Ma andiamo con ordine: se al momento del suo insediamento il premier Renzi aveva promesso soluzioni per i quota 96, maggiore flessibilità per tutti, estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati che percepiscono assegni minimi, nonché un piano di tagli, ad oggi nulla di tutto questo è stato fatto.

E forse politiche e sociali continuano ad intervenire e rilanciare su sistemi di uscita anticipata anche se, a distanza di un anno, sembrerebbe essersi quanto meno delineato il quadro delle ipotesi più fattibili, per cui se è considerato migliore il prestito pensionistico perché non prevede l’impiego di risorse aggiuntive e non modifica contributi ed età anagrafica richieste per il pensionamento dalla riforma Fornero, sembra impossibile approvare il sistema contributivo per tutti, soprattutto dopo la bocciatura della proposta di Sel di proroga al 31 dicembre 2016 dell’opzione contributivo donna.

Critiche anche per le uscite con quota 100, nonostante Cesare Damiano ancora vi rilanci, e a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni. Altra novità riguarda con quel piano di staffetta generazionale e part time che permetterebbe un turn over a lavoro, spinta da tutti ma già bloccata in Parlamento come proposta. Sono tanti ad auspicare che venga approvata questa modifica che permetterebbe allo stesso tempo flessibilità lavorato riva per i più anziani e rilancio occupazionale.

Ma anche in questo senso sembra tutto stoppato. E si attendono ancora soluzioni per esodati, quota 96 della scuola, senza dimenticare i lavoratori usuranti. Le uniche buone notizie, seppur relative, dopo un anno di governo Renzi sono per i lavoratori precoci che decidono di andare in pensione prima e che non saranno più soggetti, ma solo fino al 2017, alle decurtazioni sugli assegni finali che erano previste dalla legge Fornero.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il