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Pensioni, partita iva, amnistia, indulto, quota 96, disoccupazione, contratti: novitÓ oggi Governo Renzi lunedý 23 Febbraio 2015

Si chiude una settimana decisamente ricca di novitÓ per le principali questioni del governo Renzi: novitÓ e questioni ancora a risolvere




Si chiude una settimana decisamente ricca di novità per le principali questioni del governo Renzi, dopo ultimo Consiglio dei Ministri, fiducia al Milleproroghe e possibili novità pensioni. Vediamo cosa è successo.

Pensioni e quota 96: Governo impegnato sul fronte lavoro potrebbe tornare nelle prossime settimane a concentrarsi sulla questione pensioni. Nonostante la situazione sia particolarmente confusa, forze politiche e sindacali continuano a chiedere al governo interventi concreti di modifica alla riforma pensioni Fornero, soprattutto con piani di uscita che possano garantire maggiore flessibilità a tutti. Attese anche soluzioni per i quota 96 della scuola per cui qualche giorno fa è stata resa disponibile una prima salvaguardia ma solo per mille dei quattromila interessati. Si tratta tuttavia di docenti e lavorati Ata che attendono il pensionamento ormai da tre anni pur avendo già maturato i requisiti pensionistici richiesti.

Partita Iva: Il governo conferma il dietrofront sul nuovo regime dei minimi per chi decide di aprire una nuova Partita Iva stabilendo che fino alla fine del 2015 sarà ancora possibile al vecchio regime dei minimi che prevede un’aliquota di tassazione al 5% per compensi fino a 30mila euro tutti sempre rispettando il limite anagrafico dei 35 anni o di cinque anni di adesione al regime. Il nuovo regime invece prevede una tassazione al 15% per compensi tra 15 e 40mila euro, a seconda dell’attività professionale svolta, senza alcun limite temporale. Per tutto l’anno, dunque, i due regimi potranno convivere e saranno coloro che decidono di aprire una partita Iva a decidere a quale regime aderire.

Nuovi contratti e assegni di disoccupazione: E' arrivato l’ok definitivo ai primi decreti del jobs act, quelli sul nuovo contratto a tutele crescenti e sugli ammortizzatori. Il governo Renzi cancella tutte le forme contrattuali lavorative di collaborazione e a progetto, previste novità su apprendistato, contratto di lavoro unico a tempo indeterminato a tutele crescenti che prevede sgravi contributivi per i datori di lavoro per tre anni, e sui contratti a termine, che dovrebbero avere durata massima di 36 mesi. Saranno, dunque, cancellati nuovi contratti Co.co.pro e nel periodo transitorio quelli attualmente in vigore saranno portati a scadenza. Cambiano per anche i sussidi a sostegno dei disoccupati. E la vecchia Aspi e indennità di disoccupazione saranno sostituite da nuovi Asdi, Naspi e Dis-Coll. Il Dis-Coll è un nuovo sussidio di disoccupazione a sostegno di coloro che sono senza lavoro iscritti alla gestione separata dell’Inps. Sarà in vigore fino al prossimo 31 dicembre 2015 e vale per i CoCoPro, collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita Iva, che sono rimasti senza lavoro. L’importo erogato con nuovo Dis-Coll è pari al 75% del reddito medio mensile nei casi in cui il reddito mensile sia pari o inferiore a 1.195 euro mensili nel 2015, ma non può comunque superare 1.300 euro nel 2015. Il Dis-Cool ha una durata massima di 6 mesi. La Naspi, Assicurazione Sociale per l’impiego, sostituirà l’Aspi, può essere richiesta da lavoratori dipendenti privati a tempo indeterminato e a termine, e da quelli pubblici assunti a termine. Per richiederla bisognerà aver maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni di lavoro e 18 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi; sarà erogata mensilmente dall'Inps, per una durata massima di 18 mesi e importi massimi di 1.300 euro al mese. E poi c’è l’Asdi, nuovo Assegno di disoccupazione, che prevede l’erogazione di un assegno di importo pari al 75% dell’ultimo assegno Naspi, che può essere chiesto se sono stati maturati almeno 3 mesi di contributi dal primo gennaio dell'anno precedente o un mese nell'anno in cui si perde il lavoro, e la sua durata sarà di sei mesi.

Indulto e amnistia: Continua ancora la querelle sulla questione dell’emergenza carceraria con il ministro della Giustizia Orlando che continua a ribadire come si tratti di un problema quasi superato ma eventi che invece dimostrano il contrario. Emblematico il caso del detenuto romeno di 39 anni che si è tolto la vita nel carcere milanese di Opera e il triste commento di alcuni agenti di Polizia penitenziaria, che sui social network hanno postato commenti come ‘Uno di meno’, ‘Meno uno’, ‘Un romeno in meno’, piene di cinismo e fortemente condannati dal capo del Dap Santi Consolo che avrebbe firmato 16 provvedimenti cautelari di sospensione e ho concordato con il direttore del personale l’avvio del procedimento disciplinare.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il