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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: interventi Giubileo, Renzi, Salvini, Poletti, Monti, Cirinnà, Damiano

Posizioni partiti politici ed esponenti su interventi necessari su riforma pensioni Fornero: ancora opinioni contrastanti e proposte diverse. La situazione attuale




Tra proposte di uscite anticipate e flessibili per tutti, aumento degli assegni minimi, piani di tagli e ricalcolo contributivo per tutti, è ancora piuttosto confusa la discussione sulla riforma pensioni Fornero e sulle novità da attuare. E le ultime notizie continuano ad essere piuttosto discordanti tra forze politiche che si dicono pronte ad intervenire, ministro dell’Economia Padoan che continua a frenare su ipotetiche modifiche alla legge Fornero, e nuovi ricorsi. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha dichiarato, infatti, di essere pronto a presentare ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea contro la sentenza della Consulta che ha giudicato inammissibile il referendum abrogativo promosso per cancellare definitivamente la riforma pensioni Fornero e ripristinare le vecchi norme pensionistiche, che avrebbero permesso di risolvere subito anche i casi esodati e quota 96 della scuola.

Del tutto diverso, invece, l’orientamento della Monica Cirinnà, pronta invece a presentare una nuova legge sulle unioni civili, per riconoscere diritti doveri ai conviventi non uniti in matrimonio. Secondo la proposta della Cirinnà, con le unioni civili, i gay avranno gli stessi diritti degli sposati eterosessuali, eccezion fatta per l’adozione e ci sarà possibilità anche di riconoscere i diritti ereditari alle coppie ‘di fatto’, con l’estensione della pensione di reversibilità anche alle coppie non unite in regolare matrimonio.

Si tratterebbe, dunque, di una prima modifica alla riforma pensioni che, dopo essere stata spiegata dallo stesso ex ministro Fornero, che ha precisato come la sua rigidità sia stata dovuta alle contingenze del tempo, torna a parlarne anche l’ex premier Monti che a distanza di tre anni, nonostante gli errori e i casi sociali creati, continua a difendere, ritenendo che senza quella riforma le pensioni non sarebbero state toccate, ma lo Stato avrebbe smesso di pagarle. Si tratta di parole che lasciano intendere quanto continua a ribadire da mesi il ministro dell’Economia Padoan e cioè che tutt’ora è preferibile lasciare tutto ancora com’è perché in Italia i tempi non sono, evidentemente, ancora maturi per abbassare l’età pensionabile a tutti e rendere così flessibile come si vuole il sistema pensionistico.

Anche secondo Francesco Giubileo, dottore di ricerca in Sociologia ed esperto di Welfare, l’attuazione di piani di uscita anticipata e flessibile per tutti al momento sarebbe impossibile perché, come annunciato dal ministro del Lavoro Poletti, mancano le risorse economiche necessarie. Piuttosto, secondo Giulieo, sarebbe meglio interessarsi oggi più che a chi oggi ha 60 anni e andrà in pensione a 67, per chi oggi ha 30 anni e alla pensione rischia di non arrivarci mai. E’ questa secondo lo studioso la vera piaga pensionistica su cui ci si dovrebbe concentrare e l’unico modo per porvi rimedio sarebbe quello di prevedere, come vuole del resto il presidente Inps Boeri, un’equa distribuzione delle risorse attuali, tagliando l’elevata spesa previdenziale di oggi.

Dello stesso parere anche il premier Renzi che spesso ha ribadito la volontà di concentrare il lavoro sulla revisione delle baby pensioni, delle ricche pensioni integrative, delle false pensioni di invalidità, provvedimenti che rappresenterebbero certamente un passo importante verso una resa più giusta delle pensioni e un’equa redistribuzione delle risorse ma per cui, in termini pratici, non è ancora stato fatto nulla. Dalle sue ultime dichiarazioni sui decreti attuativi del Jobs act, di primaria importanza, emerge tuttavia anche la consapevolezza della urgenza che si sta palesando sempre più per interventi necessari sulle pensioni.

Ed è proprio per questo che Cesare Damiano invita ad aprire un nuovo tavolo di confronto serio sulla flessibilità in uscita, esodati e ricongiunzioni onerose. Per quanto riguarda la flessibilità in uscita, le proposte avanzate da Damiano sono ormai ben note, e sarebbero quelle di pensione anticipata a 62 anni di età con 35 di contributi e penalizzazioni e uscita a quota 100.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il