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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: svolta verso interventi più di sinistra sia con fatti concreti che a parole

Tutte le novità pensioni finora annunciate ma quali i primi reali cambiamenti e quali gli orientamenti del premier Renzi: le ultime notizie




Dopo i due decreti attuativi del Jobs act sui nuovi ammortizzatori sociali e sul nuovo contratto a tutele crescenti, l’impegno del premier Renzi dovrebbe concentrarsi sul terzo decreto attuativo della legge delega sul lavoro che, come affermato, “sarà un po’ più di sinistra”. Secondo Cesare Damiano, un “Renzi in versione di sinistra è interessante e da incoraggiare. Ci aspettiamo importanti novità, sia sul disboscamento radicale delle forme di assunzione più precari, sia per il miglioramento delle normative sul lavoro autonomo”.

Ed è Cesare Damiano che continua a ribadire al governo la necessità di intervenire sulle pensioni, con forme di uscita anticipata soprattutto per i lavoratori in difficoltà. E rilancia il suo piano di pensione a quota 100, che permetterebbe l’accesso alla pensione a 60 anni di età e 40 anni di contribuzione, o a 61 anni di età con 39 anni di contributi, assicurando la flessibilità utile per le esigenze di ogni singolo lavoratore; rilancia anche il sistema di uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, anche se sempre più lontano dall’essere approvato; e chiede una soluzione definitiva per i quota 96 della scuola.

Anche le deputate del Pd in commissione Lavoro Anna Giacobbe, Antonella Incerti e Patrizia Maestri chiedono al governo di intervenire sulla riforma pensioni Fornero, con sistemi di flessibilità in uscita per tutti e soluzioni che permettano il rilancio dell’occupazione e maggiori possibilità di accesso al mondo del lavoro per i giovani. E a queste posizioni si aggiungono le ultime proposte presentate al governo dai sindacati che vertono sempre su sistemi di uscita anticipata e flessibile per tutti, modifiche dei criteri dei coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione con il sistema contributivo, maggiore informazione previdenziale, e aumento delle pensioni minime con l’erogazione di un bonus annuo di mille euro per pensionati, incapienti, lavoratori dipendenti ed anche autonomi che percepiscono un reddito individuale fino a 40mila euro.

La prima svolta in direzione di un cambiamento concreto è stata la circolare del ministro della P.A. Marianna Madia che vieta consulenze e ruoli dirigenziali a dipendenti in pensione, in modo da evitare che venga bloccato l’accesso al mondo del lavoro per i più giovani. Il ministro Madia ha detto: “Vogliamo agevolare il ricambio e il ringiovanimento del personale nelle pubbliche amministrazioni”. Si tratta di un intervento che era atteso da tempo ma per cui ci sono voluti ben sei mesi prima che venisse annunciato ufficialmente. Ma non solo perché il piano di modifiche, ‘verso sinistra’, di Renzi è sostenuto dalla scelta di Tito Boeri come nuovo presidente dell’Inps e di Antonello Crudo direttore generale dell’Istituto, lui, figura vicina alla sinistra Pd e fedelissimo dell'ex numero uno Inps Mastrapasqua. Si tratta dunque di primi passi che potrebbero portare finalmente alla concretizzazione delle promesse finora fatte.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il